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Mercoledì 18 maggio 2016 - 15:57

Auto, Gac guarda a Fca per entrare nel mercato Usa

Già noto l'interesse al sostegno del gruppo guidato da Marchionne
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Roma, 18 mag. (askanews) – L’ingresso sul mercato americano è tra le priorità del gruppo cinese Gac, sesto produttore di auto in Cina. Le indiscrezioni di stampa secondo le quali Gac starebbe valutando un’offerta per la maggioranza di Fca rappresentano un salto di qualità rispetto alle indicazioni sulle strategie del gruppo cinese nell’ultimo anno.

Esattamente un anno fa Gac annuncò l’intenzione di entrare nel mercato dell’auto degli Stati Uniti diventando così il primo produttore cinese a vendere auto ai consumatori americani. Tempi anche relativamente stretti, entro la fine del 2016. Da tempo Gac ha avviato colloqui negli Stati Uniti per individuare una rete di distribuzione per i veicoli con il brand cinese. Recentemente i vertici del gruppo cinese hanno pubblicamente fatto riferimentio a Fca ricordando. “Lo sviluppo di Chrysler in Cina ha richiesto il nostro supporto. Adesso confidiamo nello stesso supporto di Chrysler per il nostro sviluppo negli Stati Uniti”, ha dichiarato due mesi fa il general manager di Gac Motor Wu Song, precisando che con Fca non era stato definito alcun tipo di collaborazione per lo sbarco dei cinesi in America.

Con Fca il gruppo detiene una joint venture paritaria, denominata Gac Fiat, siglata nel 2009: lo stabilimento comune di produzione, nella città di Changsha, è stato inaugurato il 28 giugno del 2012 in una cerimonia alla presenza dell’ad Sergio Marchionne e dei rappresentanti delle province del Guandong e dello Hunan. A Changsha dal 2012 vengono prodotti modelli Fiat: prima la Viaggio, una berlina a 5 porte e successivamente la Ottimo, versione a due volumi dell’altro modello.

Fca e Gac dallo scorso mese di aprile, hanno iniziato a produrre in Cina la Jeep Renegade con lo scopo di vendere tali vetture sul mercato cinese. Logico pensare che per i cinesi il gruppo guidato da Sergio marchionne sia il principale interlocutore per l’espansione all’estero. General Motors infatti è legata alla Saic Motor e recentemente i due due gruppi hanno raggiunto un accordo per avviare la produzione di auto in Indonesia dal 2017.

Ford opera in Cina attraverso le joint venture con The U.S. firm makes autos in China through ventures with Chongqing Changan Automobile e Jiangling Motors Corp.

La crescente concorrenza interna e un mercato in rallentamento stanno spingendo i produttori auto cinesi a guardare oltre i confini domesticfi anche se lo stesso Wu ha sottolineato che “il focus primario rimane il nostro mercato interno piuttosto che l’espansione all’estero”.

Oltre a Fca, Gac vanta joint venture con Toyota, Honda e Mitsubishi e specialmente i primi due possono supportare le esigenze per la rete di distribuzione del gruppo cinese. La strategia e le mire espansionistiche di Gac devono tuttavia fare i conti con le prospettive del mercato auto americano.L’industria dell’auto è il settore ciclico per eccellenza con un elevato grado di assorbimento di capitale. Un anno molto negativo può azzerare i profitti di un decennio come è stato nel 2008.

Guardando le quotazioni di Gm e Ford iniziano a manifestarsi i primi segnali di preoccupazione da parte degli analisti. Gm nel primo trimestre ha raddoppiato l’utile ma a Wall Street tratta a sconto con un price/earnings di appena 5,5 e dividend yield del 5,1%. Per il 2016 stima un utile a 9 miliardi di dollari ma ha un debito lordo che supera i 110 miliardi di dollari. Meno a sconto il titolo Ford (dividend yield al 4,5%) che tuttavia ha perso il 16% negli ultimi 12 mesi (Gm -12%) nonostante un 2015 molto positivo e un primo trimestre dell’anno in corso ancora in robusta crescita.

Le azioni Gm e Ford quindi sembrano insensibili ai numeri positivi in termini di profitti. Il motivo è che il settore auto in America è al settimo anno consecutivo di crescita, e molti analisti iniziano a ipotizzare che il picco stia per essere raggiunto. Dopo ogni recessione il settore auto mostra un periodo di crescita tra 6 e 9 anni, quindi la fase espansiva starebbe per concludersi. Un recente report di Kelly Blue Book segnala infatti la crescita degli incentivi per l’acquisto auto da parte dei produttori, aggiungendo nubi all’orizzonte.

Infine l’incognita della Fed. Un rialzo dei tassi di interesse avrebbe immediate ripercussioni negative sul mercato auto ma anche sui costruttori, a causa dell’indebitamento elevato.

La voglia di espansione di Gac negli Stati Uniti potrebbe dover fare in conti con un mercato che inizia a mostrare segni di affaticamento. Ipotizzare di passare da un supporto commerciale e industriale e un’offerta per rilevare la maggioranza di Fca è un bel salto anche per gli agguerriti cinesi.

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