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Lunedì 2 maggio 2016 - 11:42

Petrolio: Halliburton rinuncia ad acquisizione Baker Hughes

Salta la fusione tra i due giganti dei servizi petroliferi
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Roma, 2 mag. (askanews) – Halliburton e Baker Hughes rinunciano al loro progetto di fusione che avrebbe creato un duopolio di fatto nel mercato globale dei servizi petroliferi con il leader di settore Schlumberger.

L’accordo, annunciato nel novembre del 2014, prevedeva l’acquisizione di Baker Hughes da parte di Halliburton, un’operazione da 34,6 miliardi di dollari che avrebbe messo insieme il secondo e il terzo player mondiale del settore.

“Le difficoltà nell’ottenere i restanti via libera da parte dei regolatori e le condizioni generali del settore, che hanno compromesso i presupposti economici dell’accordo, ci hanno portato alla conclusione che la scelta migliore sia rinunciare al progetto” ha spiegato il presidente e ceo di Halliburton, Dave Lesar.

Il servizio antitrust del Dipartimento della Giustizia americano aveva avviato un’azione giudiziaria per bloccare la fusione dicendo che questa avrebbe compromesso la concorrenza, comportato un aumento dei prezzi e ridotto l’innovazione nel settore dei servizi petroliferi.

Il DoJ aveva manifestato la sua contrarietà alla transazione sostenenendo che avrebbe fatto scomparire la competizione nei mercati di 23 prodotti o servizi, creato un duopolio di fatto nei servizi petroliferi ed eliminato qualsiasi incentivo per i due leader di mercato a migliorare la loro tecnologia. Il Dipartimento ha poi sottolineato che la caduta dei prezzi petrioliferi, posta come motivazione base della fusione, non giustifica una cattiva operazione per i consumatori.

Halliburton e Baker Hughes avevano già contestato le conclusioni del DoJ sostenendo che l’accordo avrebbe dato un miglior accesso alle tecnologie più avanzate e avrebbe abbassato il costo di produzione del petrolio.

Il presidente e ceo di Baker Hughes, Martin Craighead, ha espresso il suo disappunto per lo stop alla fusione aggiungendo che si trattava di “una transazione globale estremamente complessa, per la quale non è stato possibile trovare una soluzione che soddisfasse le richieste dei regolatori sia negli Stati Uniti che all’estero”. La sua azienda incasserà comunque da Halliburton una penale di 3,5 miliardi di dollari per la mancata conclusione dell’operazione.

Soddisfazione, invece, del procuratore generale Loretta Lynch secondo la quale “la decisione delle società di abbandonare la transazione, che avrebbe lasciato molti mercati dei servizi petroliferi nelle mani di un duopolio, è una vittoria per l’economia degli Stati Uniti e per tutti gli americani. Questo caso servirà per ricordare che nessuna fusione è troppo grande o troppo complessa perché possa essere contestata”.

Anche la Commissione europea lo scorso gennaio aveva aperto un’indagine sulla fusione, esprimento preoccupazioni per il possibile aumento dei costi di esplorazione di petrolio e gas che avrebbe potuto riflettersi in un aumento dei prezzi dell’energia in Europa”.

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