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Mercoledì 27 aprile 2016 - 18:23

Consiglio Stato, Pajno: in 60 giorni 13 pareri licenziati

"Attività eccezionale applicata a riforme strategiche per Paese"
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Roma, 27 apr. (askanews) – In sessanta giorni licenziati 13 pareri con un volume di 700 pagine su tutti i rapporti tra Stato, cittadino e imprese. Sono i numeri dell’attività del Consiglio di Stato illustrati oggi dal presidente, Alessandro Pajno nel corso di una conferenza stampa.

Un lavoro di 60 giorni nei quali sono stati esaminati 481 articoli (di cui 219 sugli appalti). “Abbiamo licenziato – ha spiegato Pajno – tredici pareri, di cui 3 ancora da pubblicare, su tutti i rapporti tra Stato, cittadini e imprese, dagli appalti all’amministrazione digitale, dai servizi pubblici alla semplificazione delle procedure, dalle Asl alle Forze Armate, dai porti al licenziamento disciplinare. Un’attività – ha aggiunto – in un certo senso eccezionale e straordinaria applicata a riforme strategiche per il nostro Paese, come il Codice dei lavori pubblici, che rappresentano il 10% del Pil. A portarlo avanti una squadra di oltre 30 consiglieri di Stato”.

Nello specifico – ha spiegato il presidente della sezione consultiva degli atti normativi del consiglio di Stato, Franco Frattini – “iprincipi chiave a cui ci siamo ispirati per redigere i nostri pareri sono essenzialmente tre: “le riforme devono tendere alla spirito della codificazione; sul loro impatto il nostro ruolo mira a contribuire al fatto che le riforme funzionino; il consiglio valuta inoltre l’impatto delle riforme sul tessuto economico-sociale e verifica ex post che la riforma abbia funzionato”.

Frattini ha poi definito “epocale” la riforma del processo telematico. “Dal primo luglio – ha spiegato – davanti ai Tar non ci sarà alcun atto dei processi che non sia telematico. L’intero sistema della giustizia amministrativa sarà telematico”. Sul fronte dei licenziamenti dei dipendenti assenteisti – ha annunciato Frattini – “Il Consiglio ha suggerito modifiche al provvedimento per evitare che, a causa di buchi normativi, il lavoratore assenteista possa impugnare il licenziamento”.

Per quanto riguarda il codice degli appalti, infine, Frattini ha spiegato che “la linea guida che abbiamo seguito è stata quella di suggerire che si eviti l’astrattezza delle norme, con un unico codice volto alla trasparenza, senza norme elusive”.

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