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Giovedì 21 aprile 2016 - 10:40

Inps: nel I trimestre le nuove pensioni calano del 34,5%

Per effetto dell'aumento dell'età
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Roma, 21 apr. (askanews) – Nei primi tre mesi del 2016 le nuove pensioni liquidate dall’Inps sono calate a 95.381 rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, quando erano state 145.618. La contrazione è del 34,5%. E’ quanto rileva l’osservatorio Inps sui flussi di pensionamento.

Nel primo trimestre dell’anno, riferisce l’istituto di previdenza, si osserva una riduzione del numero di liquidazioni di vecchiaia e anzianità/anticipate rispetto agli analoghi valori riferiti all’anno precedente. Nel 2016, infatti, sia i requisiti di età per la vecchiaia che quelli di anzianità per la pensione anticipata sono aumentati di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita registrato dall’Istat.

Inoltre per le donne, a partire dal primo gennaio 2016, è previsto dalla legge 214 del 2011 un ulteriore incremento del requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia rispettivamente pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti e un anno per quelle autonome.

Per le pensioni di vecchiaia liquidatenel fondo pensioni lavoratori dipendenti, nel primo trimestre2016 si osserva solo per le donne una maggiore consistenza delnumero di liquidazioni rispetto all’analogo valore dell’annoprecedente.

Questa circostanza, spiega l’Inps, è da imputare al raggiungimento a dicembre del 2015 del requisito di età pari a 63 anni e 9 mesi per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti, bloccate per tutto il 2014 dall’innalzamento dei requisiti relativi alla pensione di vecchiaia. Il requisito, che nel 2013 era pari a 62 anni e 3 mesi, era stato elevato di un anno e mezzo già a partire dal 2014 e quindi le nate nel primo trimestre del ’52 sono riuscite ad agganciarlo nell’ultimo trimestre del 2015 (i loro trattamenti hanno decorrenza novembre-dicembre 2015 e gennaio 2016).

Si rileva inoltre una contrazione del numero di assegni sociali liquidati nel primo trimestre del 2016 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, dovuto all’innalzamento del requisito di età. L’incremento di 4 mesi per speranza di vita infatti è disposto anche per questo tipo di trattamento che richiede a partire dal 2016 una età di 65 anni e 7 mesi in luogo dei 65 e 3 mesi del 2015.

Infine, osservando gli indicatori statistici desunti dai dati del primo trimestre del 2016 rispetto a quelli del 2015, si rileva una maggiore incidenza dei trattamenti di invalidità rispetto a quelli di vecchiaia, dovuta esclusivamente a una minore consistenza delle pensioni di vecchiaia decorrenti nel primo trimestre 2016 a fronte di una sostanziale stabilità dei trattamenti di invalidità. Minore invece è l’incidenza sulle pensioni di vecchiaia di quelle di anzianità/anticipate a causa di una effettiva riduzione di queste ultime.

Sempre in confronto al dato complessivo del 2015, nel primo trimestre 2016 si registra nelle liquidazioni un peso superiore della componente femminile e una sostanziale stabilità della componente di trattamenti ai residenti del Nord.

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