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Venerdì 15 aprile 2016 - 20:04

Fca, Marchionne: porta alleanze resta aperta ma con Gm non ora

Elkann: tema chiave ma non accelerare. Dividendo anche prima 2018
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Amsterdam, 15 apr. (askanews) – Il matrimonio resta il pensiero fisso di Fiat-Chrysler, ma le nozze con lo sposo ideale General Motors per il momento non si possono celebrare. È stato il numero uno di Fca, Sergio Marchionne, a mettere in chiaro da Amsterdam la situazione delle trattative, dopo che per qualche tempo l’argomento è sembrato passare in secondo piano. “Quello che interessava a me (Gm, ndr) non può succedere adesso”, ha detto il Ceo nella lunga giornata olandese con le tre assemblee di Fca, Ferrari e Cnh Industrial. E se a Torino non vogliono accelerare sui tempi, come ha sottolineato il presidente John Elkann, la ricerca di un partner resta una delle priorità perchè la porta delle alleanze “non è mai stata chiusa”.

“Sui numeri” General Motors sarebbe l’alleato migliore, ha spiegato l’amministratore delegato. Soprattutto facendo un confronto con gli altri grandi costruttori mondiali come Volkswagen, Toyota, Ford e Hyundai, anche se “i coreani non si sposano”. Fca continua quindi a dialogare con tutti e, se si riuscisse ad arrivare a un accordo nei prossimi mesi, Marchionne sarebbe contento di condurre lui il gruppo al tanto agognato consolidamento. Ma al momento la sensazione è che “quando accadrà molto probabilmente non ci sarò io, perchè sarà nel futuro” e nel 2018 l’ad dovrebbe chiudere il suo lungo incarico.

Sarà necessario aspettare il momento giusto, come ha lasciato intendere Elkann chiarendo il senso della lettera inviata agli azionisti di Exor, in cui è tornato a parlare di una fusione.”Non è un’accelerazione – ha affermato il presidente della holding degli Agnelli – era solo per sottolineare che quanto presentato da Marchionne a maggio dell’anno scorso è un argomento che resta valido. Senza dare un’indicazione sui tempi e sui modi, ma se uno deve fare certi sforzi deve farli con un partner con dimensioni importanti”.

La stazza da colosso è anche quella che Fiat-Chrysler sta cercando di rafforzare progressivamente, come dimostrano i risultati del 2015. È stato, secondo Elkann, “il primo anno completo come gruppo globale unificato, un anno accezionale per molti motivi: innanzitutto i risultati finanziari, perchè abbiamo chiuso il 2015 avendo superato tutti i target”. Anche per il 2016 gli obiettivi sono confermati, con ricavi ad almeno 110 miliardi e un indebitamento sotto i 5 miliardi. Ridurre il debito è un’altra priorità per Fca, non solo per presentarsi all’altare senza i fardelli del passato ma anche per tornare presto a distribuire il dividendo. Con l’uscita da Rcs e il focus sulle attività automobilistiche, “l’obiettivo del gruppo – ha concluso Marchionne – è azzerare il debito entro il 2018. I dividendi sono legati all’indebitamento: appena abbiamo le risorse paghiamo il dividendo, e può succedere prima del 2018”.

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