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Venerdì 15 aprile 2016 - 18:46

Bce, Draghi: Eurozona in ripresa, ma pesa incertezza

Su sofferenze bancarie serve azione decisa governi e privati
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Washington, 15 apr. (askanews) – L’economia dell’area euro sta proseguendo su di un sentieri di “graduale ripresa”, malgrado un ambiente esterno caratterizzato da una certa decelerazione della crescita e da occasionali episodi di volatilità. Ma per i Paesi della moneta unica le prospettive di crescita sono caratterizzate dall’incertezza, principalmente a causa di rischi al ribasso per le economie dei Paesi emergenti, di nuno scenario ‘rannuvolato’ per i prezzi del petrolio e anche per rischoi geopolitici. E’ il senso del discorso consegnato dal presiodente della Bce, Mario Draghi, al Comitato monetario e finanziario del Fondo Monetario Internazionale in occasione degli incontri primaverili di Washington.

Draghi ha spiegato nel suo intervento che proprio a causa di nuovi rischi sullo scenario inflazionistico e per la materalizzazione di altri rischi, il consiglio direttico della Bce ha adottato un nuovo pacchetto di misure di politica monetaria per allentare ulteriormente le condizioni finanziarie dell’area euro, stimolare i prestiti bancari e dunque per rinforzare la spinta della ripresa dell’area euro facendo tornare l’inflazione verso l’obiettivo inferiore, ma vicino al 2%.

“Per raccogliere i pieni benefici di queste misure di politica monetaria – ha detto Draghi – sono necessari una decisiva applicazione delle riforme strutturali e un maggior avanzamento verso una crescita sostenibile e finanze pubbliche più orientate alla crescita”.

Draghi ha poi osservato che anche se “la stabilità del comparto bancario dell’area euro è migliorata significativamente negli ultimi anni”, in alcune giurisdizioni “un alto livello di crediti in sofferenza (Npl) continua a verificarsi come risultato della precedente crisi”. Al riguardo il presidente della Bce ha sottolineato che “dal momento che ciò potrebbe limitare la capacità di finanziamento delle banche e la loro capacità di costruire ulteriormente cuscinetti di capitale, serve un’azione determinata. E la cooperazione tra tutti i maggiori azionisti, inclusi i governi, le banche, i regolatori e gli investitori, a livello nazionale ed europeo, è necessaria per compiere progressi in questo campo”.

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