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Giovedì 24 marzo 2016 - 16:24

Metalmeccanici, Storchi: oggi nessun passo avanti in trattativa

Confermate posizioni e disponibilità ad arrivare nuovo contratto
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Roma, 24 mar. (askanews) – “Oggi abbiamo riconfermato l’impegno al rinnovamento anche se non abbiamo fatto passi avanti nella trattativa. L’incontro è comunque servito a confermare le posizioni di Federmeccanica e dei sindacati che continueranno a trattare”. Il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi ha sintetizzato così i contenuti dell’incontro con Fim, Fiom e Uilm sul rinnovo del contratto di categoria.

Al termine del confronto Storchi ha confermato che la federazione degli industriali metalmeccanici “non si alzerà dal tavolo” nonostante lo sciopero proclamato dai sindacati per il 20 aprile, ed anzi conferma la volontà “di proseguire nel confronto per arrivare ad un accordo”.

“Il sistema che abbiamo – ha dichiarato Storchi – non è più sostenibile né per le imprese, né per gli addetti. In un mondo che cambia va rinnovato il paradigma delle relazioni industriali e il nostro obiettivo è farlo per difendere le imprese e l’occupazione. In base a quanto previsto dal rinnovo del CCNL 2012-2015 i salari andrebbero adeguati al solo costo della vita e, vista la situazione di deflazione contingente dei prezzi dei beni al consumo, l’incremento salariale sarebbe oggi pari a 0 euro”.

Rispetto a questi 0 euro – ha spiegato Storchi -, “la proposta di Rinnovamento Contrattuale vuole distribuire ricchezza (una volta prodotta) e vuole determinare garanzie minime per tutti i dipendenti: il potenziamento della retribuzione variabile che favorisca la partecipazione; incrementi retributivi per i lavoratori con salari più bassi (minimi di garanzia); il diritto soggettivo alla formazione per quei lavoratori che non sono stati destinatari di corsi formativi; il potenziamento della previdenza complementare e l’universalità dell’assistenza sanitaria”.

“La nostra proposta di Rinnovamento – ha continuato il Presidente di Federmeccanica – mira ad aumentare la retribuzione attraverso la distribuzione della ricchezza in azienda legando i salari alla redditività. Non possiamo più distribuire incrementi a pioggia, la ricchezza può essere distribuita solo dove si produce e quando si produce. Non possiamo, come Federmeccanica, renderci complici di determinare aggravi di costi in quelle imprese che verrebbero in tal modo irrimediabilmente messe fuori mercato”.

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