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Venerdì 12 febbraio 2016 - 16:05

## Pil in frenata a fine 2015. L’anno si chiude con un +0,7%

Padoan: "Nessuna preoccupazione". Analisti pronti a taglio stime
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Roma, 12 feb. (askanews) – L’economia italiana continua a frenare. Il quarto trimestre del 2014, certifica l’Istat, si è chiuso con una crescita del prodotto interno lordo dello 0,1% portando il dato totale del 2015 a +0,6% (+0,7% il dato grezzo solo perchè nel 2015 ci sono state tre giornate lavorative in più).

Un risultato al di sotto delle previsioni del governo che sono ferme ufficialmente a +0,9%, anche se era già scontata una discesa a +0,8%. E lontano dalla media dell’area euro che chiude il 2015 con una crescita più che doppia (+1,5%) mentre l’intera Unione europea a 28 segna un progresso tre volte maggiore dell’Italia (+1,8%).

Guardando il bicchiere mezzo pieno, l’anno si chiude comunque con il primo segno positivo dal 2011. Ma la progressione trimestrale mostra che, dopo il balzo dello 0,4% registrato nei primi tre mesi del 2015, la dinamica del Pil si è progressivamente raffreddata. Dal +0,3% del secondo trimestre, al +0,2% del terzo per finire a +0,1% nell’ultimo periodo dell’anno.

Dato, quest’ultimo, inferiore anche alle più pessimistiche previsioni degli analisti, attestate tra +0,2% e +0,3% che annunciano già di prepararsi a rivedere al ribasso le stime per il 2016, oggi in una forchetta tra +1,3% e +1,4%.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha detto di “non essere preoccupato”. “Avrei preferito vedere un decimale inpiù invece che uno in meno, ma i decimali contano poco”ha sottolineato, che ciò che conta è “la direzione di marcia, che è una direzione di crescita, dopo tre anni di recessione profonda, confermata per il 2015 e che sarà confermata e rafforzata anche nel 2016”.

Cautela dagli analisti. Per il capoeconomista di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli, “sono in aumento i rischi verso il basso sulla nostra previsione di crescita del Pil 2016 che, all’1,2%, è già da tempo nella parte bassa delle aspettative di consenso e al di sotto delle principali stime ufficiali sull’economia italiana”.

L’economia italiana “è ancora ben lontana dal fare il salto in avanti necessario per voltare pagina” dice Andrea Goldstein, direttore generale di Nomisma che vede nell’ultimo trimestre 2015 “preoccupanti segnali di rallentamento, prima ancora che si manifestasse l’accelerazione tanto attesa”.

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