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Martedì 2 febbraio 2016 - 18:24

Borsa, banche e petrolio affondano l’Europa, 193 mld in fumo

Piazza Affari e Madrid le peggiori
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Roma, 2 feb. (askanews) – Ancora un materdì nero sui mercati azionari. Le turbolenze sulle banche e la caduta del petrolio affondano i listini europei. L’indice Eurostoxx 600 lascia sul terreno il 2% mandando in fumo 193 miliardi di capitalizzazione.

Milano e Madrid le peggiori in Europa con scivoloni del 3%, Parigi cede il 2,50%, Londra il 2,26% e Francoforte l’1,82%.

Banche e petroliferi, ma anche il resto delle materie prime l’epicentro dei flussi di massicce vendite. A innescare la caduta dei cosri azionari i conti in rosso di Bp. Il colosso petrolifero archivia il 2015 con una perdita record di 6,5 miliardi di dollari e alla City il titolo sprofonda di quasi il 9% penalizzando l’intero comparto, anche per la nuove flessione delle quotazioni del greggio che si mantiene poco sopra i 30 dollari. Repsol a Madrid perde oltre il 7%, Eni, Total e Royal Dutch accusano ribassi di quasi il 5%.

Ondata di vendite generalizzate sul comparto dei bancari. A Milano torna a soffrire Mps con un tonfo di oltre l’8% e subito dietro Bper con un calo del 6,25%. I big del credito in Spagna come Santander accusano ribassi intorno al 6%, a parigi Societe Generale lascia sul terreno il 6,35%, ribassi oltre il 5% per Bnp Paribas. Leggermente meglio il bilancio di Deutsche Bank e Commerz con ribassi intorno al 4%, alla City Barclays perde oltre il 4% e flessioni superiori al 3% per Rbs, Hsbc e Lloyd’s.

Il rimbalzo della scorsa settimana dei mercati azionari è rapidamente rientrato. “I recuperi sono parziali e durano molto poco – afferma un trader – gli annunci come quello della banca del Giappone di tassi negativi non possono esserci tutti i giorni”.

La volatilità dei mercati azionari spinge gli investitori a spostarsi verso asset ritenuti sicuri, come i titoli di Stato. Sul Bund tedesco a 10 anni massicci acquisti che hanno fatto scendere il rendimento a poco sopra lo 0,30%. Ben comprati anche i T-Bond americani, sostanzialamente stabili i Btp a 10 anni con un rendimento che si mantiene sotto l’1,50%.

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