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Giovedì 28 gennaio 2016 - 12:11

Assoimmobiliare: mercato italiano ha strumenti per ripartire

Tre anni fa indicavamo che sofferenze avrebbero superato 200 mld
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Roma, 28 gen. (askanews) – Il mercato immobiliare italiano dopo anni di profonda crisi ora può ripartire grazie a una serie di nuovi strumenti normativi ma al tempo stesso occorre trovare soluzioni di mercato al problema del flusso di crediti al settore. E’ quanto è emerso alla convention RE Italy ancora in corso a Milano

Il direttore generale di Assoimmobiliare Paolo Crisafi ha evidenziato che “grazie ai recenti provvedimenti normativi possiamo dire che il mercato può ora attrarre in modo efficiente e competitivo le risorse di capitale e di debito necessarie per far ripartire il settore dopo anni di contrazione profonda”.

La disponibilità di “una ampia gamma di veicoli di investimento fiscalmente competitivi e confrontabili con gli omologhi stranieri dovrebbe rendere più facile l’afflusso di capitali esteri e più semplice il finanziamento degli investimenti presso le istituzioni finanziarie europee”.

Il vice presidente di Assoimmobiliare Massimo Caputi si è soffermato sul tema del credito. “Sembravamo delle Cassandre, ora sembriamo buoni profeti. Quando negli anni scorsi evidenziavamo che il problema principale del Real Estate erano i pessimi crediti del sistema bancario che prima o poi sarebbero esplosi, venivamo accusati di incompetenza e disfattismo. In occasione del Convegno di apertura dell’Eire di 3 anni fa sostenemmo che la situazione degli Npls avrebbe superato soglia di 200 miliardi, al termine del Convegno arrivarono telefonate di protesta di alcuni top manager bancari irritatissimi”.

E’ evidente che a questo punto, “preso atto dello stato di crisi del credito immobiliare in Italia, da un lato non si possono favorire i furbetti che hanno truffato banche e risparmiatori riscadenzando a lungo termine e a bassi tassi i loro crediti, come spesso avviene e creando una sorta di ‘concorrenza sleale’ verso gli operatori seri, dall’altro non si può pensare di bloccare i finanziamenti nell’immobiliare come di fatto sta avvenendo. Vanno identificate soluzioni che consentano lo sviluppo, ma nel rispetto di regole vere di mercato e con operatori che abbiano un track record serio. L’immobiliare é un comparto vitale per il PIL, per l’occupazione, per il Risparmio, per l’attrazione investimenti”.

Per quanto riguarda i numeri del RE ha fornito il suo sentiment il direttore generale di Nomisma Luca Dondi: “Dopo una lunga stagione recessiva, l’immobiliare italiano è finalmente entrato in una fase di miglioramento ciclico. È proprio da una migliore e più credibile capacità di rappresentazione nei confronti dell’esterno, in particolare verso investitori internazionali e istituzioni, che passa la possibilità di un salto di qualità in termini di attrattività dell’intero comparto”.

Il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia ha rilevato che “l’Italia resta nel mirino degli investitori immobiliari mondiali e gli acquisti realizzati (direttamente o tramite fondi) sono a livelli pre-crisi. Le principali società del real estate si sono riposizionate nel corso dell’anno, sia verso la Borsa (con le Siiq) che con profondi cambiamenti organizzativi e societari. Nel complesso si sono irrobustite per affrontare le sfide dei prossimi anni”.

Sul mondo dei servizi immobiliari il consigliere delegato Assoimmobiliare Luciano Manfredi ha indicato che “le modalità con cui il legislatore italiano ha recepito la Direttiva europea AIFMD rende meno competitivo il mercato dei servizi immobiliari.Infatti, laddove si occupa di delega di funzioni da parte del gestore di fondi immobiliari (GEFIA), prevale il controllo formale e l’adempimento burocratico sulla effettiva efficacia del servizio”.

La semplice “informativa” è stata trasformata in una richiesta di autorizzazione e le attività oggetto dell’autorizzazione sono state estese ingiustificatamente da quelle di gestione del portafoglio e del rischio, tipiche di una Sgr e di interesse di un investitore, a tutte le attività operative e ai servizi esternalizzati”.

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