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Martedì 15 dicembre 2015 - 18:23

Agricoltura, Italia primeggia in Ue su dinamica reddito procapite

Maggior aumento negli ultimi 5 anni, ma cala il numero di aziende
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Roma, 15 dic. (askanews) – Italia in controtendenza positiva sul reddito procapite nell’agricoltura in Europa. In un contesto generale di contrazione, ha visto negli ultimi cinque anni il reddito medio Ue del comparto segnare un meno 5,7 per cento, la Penisola ha invece registrato la crescita più forte: un più 26,1 per cento. Una dinamica che si è confermata anche quest’anno, dove con un più 8,7 per cento, a fronte della media Ue del meno 4,3 per cento, l’Italia registra il quinto maggiori incremento assoluto. Decisamente meglio della Germania, solitamente indicata come locomotiva d’Europa che invece in questo caso accusa un meno 37,5 per cento sul 2015 e un meno 35,3 per cento sul cumulato 2010-2015.

Performance che Coldiretti rivendica come risultato di chi “ha scelto di puntare sulla distintività e sulla multifunzionalità dell’agricoltura. Come l’Italia – recita un comunicato – che è il paese leader in Europa per prodotti a denominazioni riconosciuti, imprese orientate al biologico ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%)”.

Va subito rilevato che l’aggregato diffuso dall’ente di statistica comunitario, il reddito procapite in agricoltura, è sostanzialmente una misura del valore aggiunto netto agricolo (l’equivalente del Pil) diviso per il numero totale di lavoratori del settore. E che non è un indicatore del reddito effettivo delle famiglie, con cui non va confuso.

Ad esempio questa voce può segnare marcati aumenti semplicemente a riflesso di un calo del numero di addetti totali, o viceversa. E proprio poche settimane fa, lo scorso 26 novembre lo stesso ente aveva pubblicato un’altra analisi che rilevava come dal dal 2003 al 2013 il numero di aziende agricole in Italia è diminuito del 48,6 per cento. Quasi una su due in meno a fronte del meno 27,5 per cento della media europea. In pratica si è assistito ad una concentrazione nel comparto.

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