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Lunedì 7 dicembre 2015 - 19:28

Ipotesi ristoro risparmiatori banche violerebbe regole Ue

"Devono contribuire a salvataggi prima di interventi pubblici"
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Bruxelles, 7 dic. (askanews) – Appare in contraddizione con le nuove normative europee sulla risoluzione delle crisi bancarie, l’ipotesi ventilata da diversi esponenti del governo italiano, di risarcire i risparmiatori titolari di obbligazioni convertibili, che abbiano subito perdite con le recenti ristrutturazioni di quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti). Anche se facendolo con proporzionali detrazioni alle imposte sul reddito.

Infatti, secondo queste nuove regole “azionisti e obbligazionisti non privilegiati – spiegano a Askanews fonti della Commissione europea – devono contribuire ai costi di risoluzione delle banche prima di qualunque intervento pubblico”. E queste regole vengono osservate in situazioni simili ormai dal primo agosto del 2013.

Le fonti della Commissione non hanno voluto comunque commentare direttamente le ipotesi, di cui hanno puntualizzato di non essere a conoscenza, di ristoro agli obbligazionisti risparmiatori delle quattro italiane.

“Parlando in termini generali, lo scopo del principio della condivisione delle perdite, sulle procedure di bail-in, è di assicurare che proprietari e creditori delle banche contribuiscano in maniera sufficiente, per minimizzare l’uso di danaro pubblico in sostegno di una banca”, aggiungono le fonti. L’unica ipotesi in cui si potrebbero rivendicare rimborsi, sarebbe quella di frodi ai danni degli obbligazionisti in occasione del collocamento dei titoli.

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