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Venerdì 30 ottobre 2015 - 16:50

Disoccupazione cala ancora, all’11,8%. Renzi: Jobs act funziona

+77mila contratti stabili da gennaio. Ma giù occupati a settembre
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Roma, 30 ott. (askanews) – Terzo mese consecutivo di calo della disoccupazione in Italia. Il tasso, a settembre, è sceso all’11,8% toccando il livello più basso dal gennaio del 2013. In dodici mesi, secondo i dati Istat, la disoccupazione è diminuita dell’8,1%, in calo di 1 punto percentuale: sono 264 mila in meno le persone in cerca di lavoro. Per il premier Matteo “il Jobs act ha restituito credibilità a livello internazionale, ma soprattutto ha creato opportunità e posti di lavoro stabili”.

Il calo della disoccupazione è determinato prevalentemente dalle donne (-2,3%). Il tasso di disoccupazione maschile è infatti restato stabile all’11,3%, mentre quello femminile, pari al 12,5%, è calato di 0,2 punti percentuali. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è però aumentata nell’ultimo mese dello 0,4% (+53 mila persone inattive).

Migliora la situazione dei giovani, con il tasso di disoccupazione in calo al 40,5%. La situazione per gli under 25 resta oscillante da qualche mese, ma si conferma il fatto che poco più di un giovane su 10 è disoccupato.

Sul fronte dell’occupazione, i dati Istat, mostrano un arresto della crescita registrata negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto). A settembre la stima degli occupati è diminuita dello 0,2% (-36 mila). Se si guarda al dato annuo, tuttavia, l’occupazione risulta in aumento dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti.

Da gennaio, quando sono partiti gli sgravi contributivi sulle assunzioni stabili, gli occupati a tempo indeterminato sono aumentati di 77mila unità, mentre quelli a termine di 182mila unità. Per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “l’occupazione è buona con contratti migliori”, ma il bonus assunzioni “non potrà durare in eterno”.

Soddisfatto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, convinto che i dati dell’Istat “confermano un miglioramento strutturale del mercato del lavoro”. Ma i sindacati sono di tutt’altro avviso. Per Serena Sorrentino della Cgil “il mercato del lavoro è ancora instabile: calano gli occupati, le nuove assunzioni restano prevalentemente a scadenza, crescono gli inattivi, e a fronte di una diminuzione complessiva della disoccupazione aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali. Insomma, più che una macchina da corsa il Jobs Act si conferma un’utilitaria che ha bisogno di molta manutenzione”. Sulla stessa linea Guglielmo Loy della Uil che giudica “sconfortanti” i dati sul lavoro: “l’aumento dell’inattività e il calo congiunturale dell’occupazione sono elementi preoccupanti che non possono essere sottovalutati”.

Toni diversi invece dalla Cisl. Secondo il segretario confederale Gigi Petteni “i dati Istat segnano l’ormai visibile seppure lenta inversione di tendenza rispetto alla crisi del 2008. Pur subendo il leggero ma consueto calo fisiologico del post-agosto è incoraggiante sottolineare che nei 12 mesi si registra un non certo sfavillante, ma finalmente positivo aumento degli occupati +192.000 lavoratori con un incremento percentuale importante, +0,9% ed un tasso di occupazione che sale di 0,6 punti”.

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