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Giovedì 29 ottobre 2015 - 17:42

Telecom,Asati:addio public company,Paese rischia,Consob verifichi

"Silenzio assordante" politici su 31% in mano a 2 azionisti esteri
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Roma, 29 ott. (askanews) – L’Asati, l’associazione che riunisce molti piccoli azionisti di Telecom Italia, lancia l’allarme dopo le notizie notizie di stampa sull’acquisizione da parte del miliardario francese Xavier Niel dell’11 % del capitale della Società con il 31% del gruppo che sarebbe, ad acquisizione avvenuta, in mano a due azionisti esteri. L’associazione denuncia il rischio di Opa strisciante su Telecom e chiede l’intervento delle autorità di controllo, Consob e l’americana Sec per verificare la correttezza delle operazioni.

“Ricordiamo – sottolinea l’associazione in un comunicato – che Xavier fondatore di Iliad ha negoziato accordi industriali nel mese di giugno scorso con Numericable a cui Vivendi ha venduto SFR. Si potrebbe anche ritenere che potenzialmente questa operazione sia un “portage” per altri azionisti che vogliano evitare l’OPA danneggiando ancora una volta dalla privatizzazione ad oggi, dopo il succedersi di quattro azionisti di controllo, gli interessi dei piccoli azionisti, scalando il capitale con tecniche di creemping solutions e non pagando quindi un sovrapprezzo per il controllo di fatto”.

“E’ inaccettabile – sottolinea l’Asati – che la quarta azienda del Paese passi con un OPA strisciante sotto il controllo di azionisti puramente finanziari con un silenzio assordante del Governo e dell’intera classe politica che avrebbe tra l’altro il precipuo interesse di difendere la quarta azienda del Paese , sicuramente la più strategica per il suo sviluppo, per gli investimenti nella larga banda e il mantenimento dei 62.000 dipendenti di TI , che attraverso sacrifici dei lavoratori l’Azienda sta cercando di salvaguardare attraverso la solidarietà difensiva”.

“Questi temi – chiede l’associazione – che dovrebbero essere di primaria importanza per una classe politica attenta saranno ancora di primaria importanza per i nuovi azionisti finanziari? E se non fosse così chi garantirà e farà rispettare il mantenimento di questi impegni di vitale importanza per l’intero Paese? L’Italia perde oggi la quarta azienda del Paese e il primo operatore di TLC attraverso solo manovre finanziarie”.

ASATI, inoltre “di fronte alle decisioni del Governo Argentino di bloccare la vendita da parte di Telecom Argentina già contrattualizzata dalle parti con relativo esborso di denaro, operazione di per se modesta, si chiede se è normale in un Paese evoluto che il Governo Italiano e l’intera classe politica siano completamente assenti di fronte a questa silenziosa scalata della società che possiede in Italia un asset strategico come la rete e una società come Sparkle crocevia indispensabile per le comunicazioni intercontinentali e del bacino del Mediterraneo oggetto della massima attenzione da parte anche degli organi preposti alla sicurezza nazionale e internazionale. Facciamo anche presente alla classe politica che gli strumenti recenti dell’abbassamento della soglia dell’OPA dal 30 al 25% e il rafforzamento della Golden Power, pur se lodevoli si sono rivelati ancora insufficienti”.

“E’ un paradosso – si legge ancora nel comunicato Asati – pensare che solo l’Associazione dei piccoli azionisti riuniti in ASATI oggi sia il più grande azionista del Paese nelle assemblee della Società. Con la presente invitiamo la Consob e l’americana SEC di verificare se tutte le operazioni in atto nella giornata odierna, voci di acquisizioni anche con strumenti finanziari quali i derivati, operazioni che hanno visto sospendere il titolo nella giornata odierna per eccesso di rialzo sospeso siano avvenute nel rispetto delle normative vigenti”.

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