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Giovedì 29 ottobre 2015 - 18:50

Il miliardario francese Niel irrompe in Telecom e sfida Vivendi

Faro Consob ma da Vivendi precisano che non ci sono legami
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Roma, 29 ott. (askanews) – Secondo la classifica di Forbes, è il nono più ricco di Francia e 136mo al mondo con un patrimonio di 8,3 miliardi di dollari. Xavier Niel irrompe a sorpresa in Telecom Italia con una partecipazione potenziale dell’11,2%, di cui il 6,1% attraverso diversi contratti di opzione call. Dopo Vivendi un altro francese entra nel capitale di Telecom. Anche se i due azionisti condividono il passaporto non sembra il caso di parlare di un assalto transalpino. Anzi. Lo stesso ad di Telecom Marco Patuano è convinto che non ci siano legami tra Bolloré e Niel. “Personalmente non credo ci sia un fronte comune tra i due – ha dichiarato, parlando a margine di un evento sulla Smart City – anche perché banalmente se superassero il 30% avrebbero ripercussioni di tipo giuridico, non penso che ci sia una liaison tra i due”.

“Nessuna azione di concerto” tra Vivendi e il magnate francese Xavier Niel su Telecom hanno riferito fonti vicine al gruppo presiduto da Vincent Bollorè, primo socio di Telecom con il 20% circa. Vivendi conferma di essere un investitore di lungo periodo di Telecom e ribadisce che i piani in Italia non cambiano.

L’ingresso di Niel ha fatto compiere a Telecom uno strappo deciso in Borsa. Il titolo ha chiuso in rialzo di oltre l’8% sopra 1,26 euro dopo aver sfiorato quota 1,30, livelli che non raggiungeva dal 2008. In ogni caso la Consob ha acceso un faro per evrificare l’esistenza di legami tra Niel e Vivendi. La soglia di Opa su telecom infatti scatta già al 25% del capitale.

A sollecitare un intervento della Consob è Asati, l’associazione che riunisce molti piccoli azionisti di Telecom. “Ricordiamo che Xavier Niel fondatore di Iliad ha negoziato accordi industriali nel mese di giugno scorso con Numericable a cui Vivendi ha venduto SFR. Si potrebbe anche ritenere che potenzialmente questa operazione sia un “portage” per altri azionisti che vogliano evitare l’OPA danneggiando ancora una volta dalla privatizzazione ad oggi, dopo il succedersi di quattro azionisti di controllo, gli interessi dei piccoli azionisti, scalando il capitale con tecniche di creemping solutions e non pagando quindi un sovrapprezzo per il controllo di fatto”.

Niel è un self made man che inizia l’attività imprenditoriale a soli 19 anni con la società Minitel che fornisce soprattutto servizi di chat erotiche. Nel 1995 il salto con l’investimento nel service provider World-Net che viene venduto poco prima che scoppiasse la bolla delle dot.com.

Oggi Niel è coproprietario del giornale Le Monde, principale azionista di Monaco Telecom attraverso Njj Capital, società attraverso la quale detiene dal 21 ottobre il 5,1% di Telecom Italia. Con Iliad controlla Free Mobile e insieme a Jeremie Berrebi cinque anni fa fonda Kima Ventures, attività di venture capital dedicata alle startup. L’anno scorso ha rilevato per 2,9 miliardi di dollari Orange Swizterland.

Oltre a internet e telecomunicazioni, Niel ha un crescente interesse per i media. Oltre a Le Monde ha lanciato il fondo di investimenti Media One con l’ambizione di creare un gruppo nel settore media capace di competere con rivali come i tedeschi di Springer e come il connazionale Vivendi.

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