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Mercoledì 21 ottobre 2015 - 07:01

Ferrari, oggi debutto a Wall Street, prezzo Ipo a 52 dollari

Si tratta della parte alta della forchetta. Boom domanda
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New York, 21 ott. (askanews) – Il prezzo di collocamento di Ferrari è stato fissato nella parte alta delle attese, segno della volontà degli investitori a spendere per un’azienda di lusso celebre per il suo marchio famosissimo. Quando oggi inizierà gli scambi al New York Stock Exchange con il simbolo “RACE”, il titolo del Cavallino Rampante partirà secondo indiscrezioni da 52 dollari (la parte alta della forchetta che iniziava da 48 dollari).

L’operazione è vista come l’ennesima vittoria per Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (che controlla il gruppo di Maranello) nonché presidente di Ferrari. Essa tuttavia non sembra indicare una ripresa del mercato generale delle Ipo. Quella di Ferrari rappresenta sì la quarta maggiore Ipo americana del 2015 (e la più attesa dai tempi di quella di Alibaba), ma secondo le stime di Dealogic quello in corso è stato l’anno più debole dal 2010: quotandosi in Usa, 154 aziende hanno raccolto 32,5 miliardi di dollari. Il momento non è dei migliori, con molti gruppi che hanno deciso di posticipare il loro arrivo in Borsa.

La quotazione del gruppo di Maranello sfiora comunque una valutazione pari a 10 miliardi di dollari, per la precisione a 9,8 miliardi, ossia oltre tre volte i ricavi dello scorso anno pari a 2,8 miliardi di euro. Con la vendita di circa 17,2 milioni di titoli, quasi il 10% del capitale, Fca raccoglie intorno agli 893 milioni di dollari. I sottoscrittori hanno l’opzione di acquistare altri 1,7 milioni di titoli, che potrebbe portare nelle casse del gruppo auto nato dalla fusione tra il Lingotto e la Chrysler fino a 982 milioni. Si tratta di fondi utili al manager italo-canadese per ridurre il debito di Fca e finanziare il piano industriale al 2018.

Successivamente all’Ipo, se la cosiddetta greenshoe verrà esercitata, Fca ridurrà la sua partecipazione in Ferrari dal 90 all’80 per cento. Entro l’inizio del 2016, quando dovrebbe verificarsi lo scorporo di Ferrari, Fca intende distribuire ai suoi azionisti i restanti titoli del gruppo di Maranello. Piero Ferrari, figlio del fondatore della leggendaria azienda, Enzo, continuerà ad avere una quota del 10%. Dal canto suo Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla Fca, vanterà oltre il 40% dei diritti di voto.

Lo sbarco a Wall Street di Ferrari, scrive il Wall Street Journal, ha attratto l’interesse non solo di hedge fund e fondi comuni ma anche di investitori individuali, desiderosi di avere in portafoglio le azioni di un marchio leggendario, forse il più riconosciuto nel settore automobilistico, diventato famoso per gli innumerevoli successi nella Formula Uno.

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