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Lunedì 5 ottobre 2015 - 16:49

Costruzioni: se mercato interno langue è boom ricavi all’estero

In 10 anni le imprese italiane hanno aumentato i ricavi del 237%
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Roma, 5 ott. (askanews) – Per le imprese italiane di costruzione la crisi c’è solo nel mercato domestico. E’ quanto emerge dal Rapporto 2015 dell’Ance sulle aziende italiane di settore all’estero. Dal Rapporto, presentato alla Farnesina e basato su un campione di 38 imprese, emerge infatti che lo scorso anno le imprese italiane hanno realizzato all’estero un fatturato di oltre 10 miliardi e 187 nuovi contratti, con una crescita del del 10,2% su base annua. Numeri di tutto rispetto che migliorano considerevolmente se si esamina il decennio appena trascorso.

Dal 2004 al 2014 infatti il valore delle commesse all’estero ha superato i 72 miliardi di euro, ottenuto grazie ai 662 cantieri aperti, con un fatturato cresciuto del 237%. Tutto ciò mentre , sempre nel decennio, il mercato interno ha fatto registrare un calo del fatturato del 13,7% con una decrescita media annua dell’1,6%. Quindi le imprese italiane stanno operando una sostituzione tra le attività nazionali e quelle estere.

Il fenomeno, prosegue il Rapporto, risulta ancora più evidente confrontando il fatturato nazionale e quello stero in termini percentuali: se nel 2004 il fatturato estero rappresentava il 31% dell’attività globale delle aziende, dieci anni dopo, ovvero nel 2014, la quota è più che raddoppiata, arrivando a rappresentare oltre il 64% del fatturato globale

L’Europa si conferma un’area strategica, rappresentando il 40,7% di tutto il protafoglio e il 26,4% del valore delle nuove commesse. Al secondo posto figura il Sud America, con ua quota del 25,1% e l’Europa Extra Ue con il 14,3%. Interessante anche la presenza in Africa con un totale del 15% di commesse tra Nord del continente e regione Sub Sahariana, Medio Oriente con il 5,3% e Asia, con il 2,9%.

Tra i principali paesi per le imprese di costruzione figura l’Algeria, con oltre 820 milioni di euro per valore di commesse acquisite, la Francia con 786 milioni, la Russia, con 704 milioni e la Polonia con 678 milioni di euro. Nuovi lavori anche in Turchia, per 650 milioni dove le aziende italiane hanno un ruolo rilevante nei programmi di infrastrutturazione del paese.

Il settore ferroviario è quello che attira più commesse, con il 28,5%, seguono le opere stradali, con il 22% e le opere idrauliche, con il 18%. Crescono anche gli interventi di edilizia residenziale e non che raggiungono quota 7% del totale del portafoglio lavori. Anche poi nel settore delle concessioni la presenza italiana all’estero è forte. A fine 2014 le concessioni all’estero con una partecipazione di imprese italiane sono 24, per un valore complessivo di 35,8 miliardi, di cui 5,2 di diretta competenza delle nostre aziende.

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