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Mercoledì 30 settembre 2015 - 13:21

La disoccupazione scende ma sale l’inflazione. Spesa più cara dell’1,3%

Padoan: "Rischio deflazione, bene il dato italiano". Nell'Eurozona costo del denaro torna negativo
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Roma, 30 set. (askanews) – La disoccupazione cala, l’inflazione sale. E il premier Renzi plaude alla fotografia scattata dall’Istat dove il tasso di disoccupazione italiana si attesta sotto al 12% e cioè ai minimi dal 2013, con il numero degli occupati che aumenta di 69mila unità. “In un anno più di 325mila posti di lavoro. Effetto Jobs Act” è stato il tweet del presidente del Consiglio, che ha commentato i dati dell’istituto statistico con gli hashtag #italiariparte e #lavoltabuona.
Male, invece, la disoccupazione degli under 25 che torna a salire. Così come aumenta il carrello della spesa degli italiani che segna a settembre un +1,3% su base annua per quanto riguarda i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, e un +0,6% su base mensile. Ad incidere è sostanzialmente l’accelerazione della crescita dei prezzi degli alimentari freschi (+3,4%, da +1,9% di agosto). In Italia, comunque, l’indice dei prezzi al consumo diminuisce in generale dello 0,3% nel settembre 2015 rispetto ad agosto ma resta in aumento dello 0,3% nei confronti di settembre 2014. Un dato che “va nella direzione giusta” perché “un pò più di inflazione oggi sarebbe utile non solo a noi ma a tutti” secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha poi aggiunto:”Il mondo è lì lì con la deflazione e questo non è un bene”.
Torna col segno meno invece il costo del denaro dell’Eurozona : secondo la prima stima di Eurostat per il mese di settembre, è stato pari al -0,1% contro il +0,1% di agosto. In particolare, a determinare la flessione è il nuovo calo dei prezzi dell’energia (-8,9% annuo, mentre in agosto erano scesi del 7,2%) mentre salgono quelli di alimentazione, alcol e tabacchi (+1,4%), dei servizi (+1,3%) e, in misura inferiore, quelli dei beni industriali (+0,3%).
Sul versante del lavoro ecco il quadro tracciato dall’Istat. Per il terzo mese consecutivo l’istituto ha stimato una crescita degli occupati. Dopo l’aumento di giugno (+0,1%) e di luglio (+0,3%), ad agosto la stima degli occupati cresce ancora dello 0,3% (+69 mila posti di lavoro). Non solo. Cala ancora la disoccupazione in Italia: ad agosto scende all’11,9%, tornando sotto il 12% per la prima volta dal febbraio del 2013. Il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo del mese precedente (-0,5 punti) e arrivando all’11,9%. La stima dei disoccupati ad agosto diminuisce dello 0,4% (-11 mila). Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce del 5% (-162 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 0,7 punti.
Non arrivano invece buone notizie dal fronte dell’occupazine giovanile. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari ad agosto al 40,7%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. La stima degli occupati 15-24enni aumenta dello 0,8% rispetto a luglio (+7 mila). Sempre su base mensile, il tasso di occupazione giovanile, pari al 15,5%, cresce di 0,1 punti percentuali.
La stima del numero di giovani disoccupati aumenta rispetto al mese precedente (+2,1%, pari a +13 mila). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,6% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza aumenta nell’ultimo mese di 0,2 punti percentuali.
Int5

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