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Giovedì 17 settembre 2015 - 10:30

Confindustria alza stime Pil, +1% nel 2015 e +1,5% nel 2016

Si consolida l'uscita dalla recessione. Spinta da fattori esterni
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Roma, 17 set. (askanews) – Migliorano le previsioni di Confindustria per l’economia italiana. Il Pil crescerà dell’1% nel 2015 (+0,8% era la stima diffusa a giugno) e dell’1,5% nel 2016 (dal +1,4% precedentemente stimato). I numeri della ripresa, elaborati dal Centro Studi di Confindustria negli ultimi Scenari Economici, arrivano alla vigilia della revisione al rialzo del Pil 2015 e 2016 che il governo si appresta ad inserire nella nota di aggiornamento del Def.

Per il Centro Studi di viale dell’Astronomia l’ampiezza del recupero di quest’anno “è la più robusta dal 2010, quando si era avuto un progresso dell’1,7% sul 2009”. Per il terzo e quarto trimestre di quest’anno viene confermata la stima di un aumento del Pil dello 0,4%.

Il 2015 “segna per l’economia italiana – hanno osservato gli economisti dell’associazione – il primo progresso dopo tre cali annuali consecutivi che hanno portato a una riduzione del Pil del 4,9%”.

La risalita dell’economia è sostenuta soprattutto da fattori esterni particolarmente favorevoli: bassi prezzi del petrolio, tassi d’interesse e cambio dell’euro. A ciò si aggiungeranno nel 2016, secondo il Csc, migliori condizioni del credito. Inoltre la riforma del mercato del lavoro, gli sgravi contributivi e la riduzione dell’Irap “hanno avuto un ruolo importante nel catalizzare la fiducia delle imprese e delle famiglie”.

La spesa delle famiglie tornerà a crescere a partire da quest’anno (+0,9%) per poi accelerare nel 2016 (+1,5%). E torneranno ad aumentare, dopo la profonda caduta negli anni di crisi, anche gli investimenti con un +1,2% nel 2015 e un più sostanzioso +2,7% nel 2016. Pronto a ripartire, poi, il credito alle imprese: nei primi sette mesi del 2015 si è sostanzialmente fermata la caduta dei prestiti alle aziende italiane. Resterà bassa l’inflazione ma il rischio deflazione viene scongiurato. Quest’anno i prezzi al consumo segneranno un +0,2% per poi portarsi nel 2016 a +0,7%.

Prosegue il miglioramento dei conti pubblici. Il deficit pil scenderà quest’anno al 2,8% e nel 2016 calerà al 2,1% . Quanto al debito pubblico, il Csc ha stimato che si attesti al 133% del Pil nel 2015 e al 132,6% nel 2016 quando inizierà il rientro. Buone notizie anche sul fronte del fisco: la pressione fiscale si attesta al 43,6% del Pil nel 2015 e al 43,3% nel 2016, toccando il livello più basso dal 2011.

Si va, dunque, consolidando, per Confindustria, “l’uscita dell’economia italiana dalla seconda recessione che è iniziata nell’estate del 2011 e proseguita fino all’autunno del 2014”.

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