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Giovedì 17 settembre 2015 - 11:11

Bce: Italia ha speso meno di tutti nell’eurozona su aiuti banche

Anzi è l'unico caso in cui ci sia un guadagno netto
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Roma, 17 set. (askanews) – L’Italia, che ancora non ottiene il via libera dell’Ue su una “bad bank” che consenta di alleggerire le banche dai crediti deteriorati, è al tempo stesso il Paese di tutta l’area euro ad aver speso meno sugli aiuti alle banche durante la crisi. Anzi, facendo la somma di tutti gli interventi è l’unico ad averci “guadagnato”. Secondo uno studio inserito dalla Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino economico, infatti, i costi fiscali netti totali dell’assistenza al settore finanziario sul 2008-2014 sono stati, in Italia, negativi per lo 0,1 per cento del Pil.

In pratica, gli interventi limitati dell’Italia alla fine sono stati una entrata invece che un costo, e si tratta dell’unico caso sui costi totali. Se si guarda invece all’impatto cumulato sul saldo di bilancio, al netto dei trasferimenti di capitale, anche in Francia e in Lussemburgo si registrano costi negativi, sempre pari allo 0,1 per cento del Pil.

Ad ogni modo la situazione dell’Italia contrasta chiaramente con quella ad esempio della Germania, solitamente indicata come un Paese virtuoso sulla gestione delle finanze e che però, sempre secondo lo studio della Bce, sui salvataggi alle banche ha dovuto spendere ben l’8 per cento del Pil. Per non parlare di altri Stati ritenuti meno virtuosi, quelli che anzi hanno dovuto ottenere salvataggi europei (finanziati anche dall’Italia stessa). In Irlanda, la cui economia oggi galoppa, per aiutare le banche è stato speso il 31,1 per cento del Pil, in Grecia il 22,1 per cento, a Cipro il 18,8 per cento. In Spagna il 5 per cento del Pil.

Insomma molti paesi hanno speso danaro pubblico a profusione. Invece per l’Italia la commissaria europea alla concorrenza, Margarethe Vestager, nella sua recente visita a Roma ha affermato che l’Ue preferirebbe che la band bank venisse fatta senza aiuti pubblici.

La Bce invece rileva come “il debito delle amministrazioni pubbliche nell’area euro è salito di 4,8 punti percentuali in rapporto al Pil nel periodo 2008-2014, come conseguenza degli interventi a sostegno del settore finanziario”. Il dato complessivo “cela tuttavia notevoli differenze tra paesi”. Gli interventi “hanno fatto salire l’incidenza del debito in misura sostanziale (circa 20 punti percentuali) in Irlanda, Grecia, Cipro e Slovenia. Un impatto forte è stato osservato anche in Germania (specie come conseguenza delle misure adottate agli inizi della crisi) e in Austria e Portogallo (principalmente a causa di interventi più recenti). In Italia e Francia, invece, l’effetto è stato quasi nullo”.

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