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Mercoledì 9 settembre 2015 - 17:34

Si scalda fronte pensioni, Mef frena anche su esodati e donne

Sindacati, no allo scippo di risorse per la settima salvaguardia
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Roma, 9 set. (askanews) – Si scalda il fronte delle pensioni, dopo che il premier Matteo Renzi ha precisato che modifiche sulla flessibilità in uscita ci saranno solo a costo zero per lo Stato. Il Mef oggi ha impresso uno stop anche al percorso avviato dalla commissione Lavoro della Camera sulla settima salvaguardia per gli esodati e sulla cosiddetta Opzione donna: il ministero dell’Economia ha affermato, secondo quanto riferito dal presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, che non ci sono le coperture poiché i risparmi delle precedenti salvaguardie sono tornati allo Stato e sull’Opzione donna servirebbero, a detta dell’Inps, 2 miliardi di euro fino al 2023. Una cifra che Damiano definisce “esagerata”.

Per Damiano si tratta di una posizione “inaccettabile” che non si basa su dati di “realtà” e che apre una “questione politica” che deve essere risolta dal governo. Anche perché “come noi la pensa il ministero del Lavoro”, ha detto Damiano al termine di una riunione a Montecitorio con il Mef, il ministero del Lavoro, l’Inps e la Rgs su questi due temi.

Se il nodo politico non verrà risolto, ha poi aggiunto Damiano, “si apre una stagione di conflitto politico parlamentare su una questione delicata come quella delle pensioni che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, le loro speranze e l’aspettativa di avere una equa soluzione”.

All’attacco subito M5S che parla di “scippo di risorse” e “governo spaccato” e la Lega accusa il governo di “vergogna senza precedenti”. In conferenza dei capigruppo, Arturo Scotto di Sel sostenuto anche da Renato Brunetta di Fi, ha chiesto che il ministro dell’economia sul caso esodati venga a riferire in Aula.

Anche la Cgil parla di scippo. “E’ intollerabile che, a fronte di un dramma ancora non risolto quale è quello degli esodati, il ministero dell’Economia comunichi di aver incamerato le risorse del Fondo relativo” afferma il segretario confederale, Vera Lamonica, sottolineando che le sei salvaguardie effettuate e per le quali sono stati stanziati quasi 12 miliardi non sono sufficienti a coprrire tutta la platea degli interessati.”Secondo i dati Inps – continua Lamonica – restano fuori altri 49.500 lavoratori” e su “quei 12 miliardi è stato effettuato un risparmio di almeno 3: è scandaloso che oggi si dica che sono stati utilizzati per altri fini”.

La Cisl, per bocca del segretario confederale Maurizio Petriccioli, sottolinea che “occorre approvare rapidamente la settima salvaguardia per gli esodati perché le risorse ci sono già e non possono essere distratte per altri scopi”.

Sulla stessa linea anche la Uil. “Bisogna fare la settima salvaguardia – afferma il segretario confederale Domenico Proietti – per i lavoratori esodati. Le risorse ci sono e vanno utilizzate quelle risparmiate nelle precedenti salvaguardie. E’ gravissimo se il Mef destina altrove quelle risorse”.

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