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Giovedì 3 settembre 2015 - 14:58

La Bce lascia tassi fermi al minimo storico. Draghi: rischio ribassi

Rivista in peggio la stima sul Pil a +1,4% da +1,5% per il 2015 e per il 2014 a +1,7% da +1,9%
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Roma, 3 set. (askanews) – Nelle ultime settimane sono “emersi rinnovati rischi al ribasso su crescita e inflazione”, ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo che ha lasciato invariati i i tassi di interesse al minimo storico. Tuttavia i banchieri centrali hanno “giudicato prematuro valutare” se questi sviluppi “avranno effetto stabili” sull’inflazione dell’area euro o se solo di natura transitoria.
Così il numero uno della banca centrale ha europea ha spiegato la scelta dell’Europa di mantenere il costo del denaro dell’area euro inchiodato allo 0,05 percento. I tecnici hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica: sul 2015 al più 1,4 per cento, sul 2016 al più 1,7 per cento e sul 2017 al più 1,8 per cento. Per quanto riguarda l’inflazione, invece, stimano sul 2015 stimano una crescita media dei prezzi limitata allo 0,1 per cento, sul 2016 un più 1,1 per cento e sul 2017 un più 1,7 per cento.
Come ampiamente atteso, comunque, alla prima riunione dopo la pausa estiva il Consiglio direttivo ha deciso di confermare lo status quo. L’incontro ha consentito di esaminare i recenti sviluppi turbolenti dei mercati globali e i segnali di rallentamento dell’economia, giunti specialmente dalla Cina laddove finora le indagini sull’area euro hanno segnalato una tenuta della crescita.
C’era poi il caso Grecia, con il nuovo piano di aiuti concordato nel corso di agosto con l’Ue e la possibilità che ora la Bce torni a concedere delle esenzioni sui requisiti minimi di rating per i titoli di Stato greci. Il cosiddetto “waiver”, che consentirebbe alle banche di usare i bond greci come garanzia per ottenere i finanziamenti della Bce stessa e, in prospettiva, di includere le emissioni elleniche in quelle acquistate dall’istituzione con il suo programma di quantitative easing da 60 miliardi di euro al mese.
AInt5

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