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Mercoledì 26 agosto 2015 - 18:58

Blitz grillino al Meeting, Grillo benedice: deputato senza paura

Fantinati accusa Cl: è "la più potente delle lobby italiane"
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Roma, 26 ago. (askanews) – Una iniziativa politica benedetta dai vertici: dopo qualche giorno di dubbio sul significato dell’intervento di Mattia Fantinati al Meeting di Comunione e liberazione, è arrivato il momento della verità. Il deputato M5S veronese ha sfidato i suoi anfitrioni, parlando di Cl come della “più potente delle lobby italiane” che “ha trasformato l’esperienza spirituale e morale in un paravento di interessi personali, finalizzati sempre e comunque a denaro e potere”.

Quasi all’istante, il suo intervento – che aveva suscitato striscianti malumori fra attivisti e colleghi parlamentari – è rimbalzato sul blog del leader M5S Beppe Grillo, che ne ha accompagnato la pubblicazione con una vera e propria benedizione su Twitter. Il commento di Grillo (conta poco che lo abbia vergato di persona o sia stato scritto da qualcuno dello staff) spazza via ogni velleità critica: “Deputato del M5s senza paura. Le canta a Cl durante il #meeting15 di Rimini”, scrive il fondatore del Movimento. Si è trattato di un vero e proprio blitz di comunicazione, quindi. Lontani i tempi delle scomuniche e delle espulsioni, oggi gli esponenti M5s si mostrano nei talk show e nelle interviste sui giornali, e la presenza di Fantinati al Meeting, tradizionale kermesse di big dell’economia e della politica, rompe un altro tabù.

Fantinati precisa di aver “scritto personalmente” il suo intervento, quasi a voler fugare il sospetto di essere solo il ventriloquo del plenipotenziario della comunicazione M5S, Gianroberto Casaleggio. Sembra ieri, quel pomeriggio di febbraio del 2014, quando Grillo, costretto dagli attivisti consultati sul web ad incontrare Matteo Renzi, fulminò il premier incaricato. Forse non del tutto per caso, alle europee tre mesi dopo il Pd superò il 40 per cento. Oggi Fantinati invece spiega: “Noi siamo pronti a governare e quindi governando dobbiamo confrontarci con tutti. Non dobbiamo avere paura a metterci al tavolo con gli interlocutori”. Lo fanno a modo loro, ma i 5 stelle, e il caso di Rimini lo dimostra, non hanno nessuna intenzione di lasciare la scena politica a Renzi e al suo annunciato tour per illustrare i risultati del governo.

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