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Martedì 30 giugno 2015 - 18:29

Grexit, quando Fmi metteva in guardia da bank run in altri Stati

S&P, se Atene esce dall'euro razionati carburanti e medicine
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Roma, 30 giu. (askanews) – Il default della Grecia sarebbe “inevitabile” se Atene uscirà dall’euro. E’ quanto scriveva il Fmi l’anno scorso valutando i potenziali impatti della Grexit sia su Atene e sia sui partner euro.

Cifre alla mano l’effetto diretto dell’uscita di Atene dall’Eurozona “sarebbe relativamente modesto” per gli altri paesi mentre “sarebbero più rilevanti gli impatti indiretti”. “La percezione sulla stabilità della zona euro soffrirebbe – scriveva il Fmi – e gli investitori potrebbero temere la possibilità di nuove uscite” anche se un effettivo firewall potrebbe mitigare ma “non sarà possibile eliminare”.

Inoltre il risorso a strumenti per gestire l’uscita dall’euro come congelamento dei depositi bancari e controllo dei capitali “potrebbero condizionare correntisti e investitori di altri paesi euro alimentando corse agli sportelli e fuga dei capitali”.

L’agenzia di rating Standard and Poor’s tratteggia un futuro nero per la Grecia in caso di uscita dall’euro mentre gli effetti contagio sarebbero limitati “in quanto l’architettura dell’area euro oggi è molto più robusta rispetto al 2012″. Se la Grecia esce dall’euro, scrive S&P, perderebbe in modo permanente l’accesso ai finanziamenti Bce provocando un grave fabbisogno di liquidità per il settore pubblico e privato che porterebbe al razionamento di prodotti importati come i carburanti ed i medicinali”.

Secondo gli analisti di S&P l’uscita dall’euro accentuerebbe la recessione dell’economia greca rendendo il peso del debito pubblico insostenibile. Altro elemento negativo è la probabile esplosione di ricorsi alla giustizia sulla ridenominazione dei contratti in euro con conseguente paralisi degli investimenti nel paese.

Dall’inizio della crisi le condizioni dell’economia della Grecia sono peggiorate in modo drammatico. Nel 2008 il pil del paese, denominato in dollari, ammontava a 356 miliardi per scendere progressivamente a 238 miliardi l’anno scorso e secondo le ultime stime di S&P nel 2015 il Pil scenderà a 190 miliardi. Il pil pro-capite nello stesso periodo si è contratto da 32mila a 17mila dollari mentre il rapporto debito/pil dal 107% del 2008 è salito al 170% l’anno scorso con la previsione di arrivare al 177% a fine 2015.

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