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Lunedì 15 giugno 2015 - 18:34

Le borse europee bruciano 172 mld su rischio “Grexit”

Milano perde il 2,40% mentre Atene affonda del 4,45%
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Roma, 15 giu. (askanews) – Il rischio “Grexit” si fa concreto dopo il fallimento delle trattative tra Grecia e creditori e provoca un lunedì nero sui mercati finanziari del vecchio continente con le borse in forte calo e tensioni anche sul mercato dei titoli di Stato.

Le borse europee bruciano 172 miliardi in una giornata con l’indice Eurostoxx 600 che accusa un calo dell’1,63%. Maglia nera in Europa è ancora la borsa di Atene con un tonfo superiore al 4,50% e bancari presi di mira. La banca del Pireo accusa uno scivolone del 12%, Attica Bank perde l’11% e Alpha Bank oltre il 9%.

Tra le peggiori performance in Europa anche Milano con il Ftse Mib in calo del 2,40% (12 miliardi di euro di capitalizzazione che sono andati in fumo) e titoli bancari sotto la pressione delle vendite. Ubi Banca in calo di quasi 5 punti percentuali, flessioni oltre il 4% per Mps e Banco Popolare.

Sugli altri principali mercati europei, a Francoforte l’indice Dax mostra una flessione dell’1,89%, Parigi cede l’1,75%, Madrid l’1,71% mentre Londra arretra dell’1,10%.

Anche sul reddito fisso giornata di tensione. Vendite a mani basse sul decennale greco con il rendimento che schizza oltre il 12%. Solo il Bund tedesco ha attirato l’interesse degli investitori. Il Btp decennale italiano ha visto salire il rendimento a oltre il 2,40% per attestarsi in chiusura al 2,36% con lo spread sul Bund a 147 punti dopo aver sfiorato i 170.

I riflettori restano puntati su Atene. L’accordo resta lontano e ilcontesto mostra segnali preoccupanti. La Commissione europea oggi ha respinto la lettura “fuorviante” del governo greco sulle difficoltà a trovare un accordo sottolineando che i creditori non hanno chiesto ad Atene un taglio delle pensioni e dei salari.

La Grecia “non vuole parlare di stallo sulle trattative”, ha affermato il portavoce del governo Gabriel Sakellaridis, all’indomani di un fine settimana in cui i negoziati sembrano però essersi nuovamente arenati. “Il governo – ha aggiunto – ha come unico obiettivo un progetto di accordo” e spera di poter “annunciare nuovi contatti” in tempi rapidi.

Anche il presidente della Bce, Mario Draghi, è intervenuto sulla vicenda Grecia precisando che la decisione sugli aiuti è esclusivamente politica. Parlando all’Europarlamento, Draghi ha sottolineato che l’area euro oggi dispone degli strumenti “per affrontare al meglio” l’ipotesi di un non accordo sulla Grecia. Tuttavia “entreremmo in acque inesplorate e certamente non possiamo prevedere o immaginare oggi quali sarebbero le conseguenze sul medio e lungo termine”.

Ad ogni modo “è piuttosto chiaro – ha detto Draghi – che quello che accade dimostra che l’area euro è una costruzione da completare e che se vogliamo gestire le conseguenze di eventi non previsti dovremo fare un balzo quantico nel nostro processo di integrazione”.

Anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non fa previsioni. “Come andrà a finire lo vedremo ormaiè tutto in mano al governo greco”, ha affermato Padoan sottolineando che “siamo di fronte a una prova di democraziaeuropea: non è la Grecia contro l’Europa. Il vero obiettivo èrimettere la Grecia su un sentiero di crescita”.

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