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Martedì 9 giugno 2015 - 19:09

Marchionne dovrà convincere anche Warren Buffet e Veba per Gm

Per il Wsj il ceo sta contattando fondi e investitori
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Roma, 9 giu. (askanews) – Il numero uno di Gm Mary Barra ha ribadito il no alla fusione con Fca ma secondo il Wall Street Journal Sergio Marchionne ha avviato una serie di contatti con hedge fund e altri potenziali investitori per favorire una integrazione tra i due gruppi che darebbero vita a un colosso da 260 miliardi di dollari di fatturato.

D’altra parte Gm ha un azionariato da public company. Non c’è azionista che supera il 10%. Il principale è una vecchia conoscenza di Marchionne. Il Veba Trust, già azionista di Chrysler. Il fondo detiene l’8,76% di Gm.

Per l’integrazione con Gm, Marchionne dovrà convincere alcuni tra gli investitori che fanno parte del gotha della finanza mondiale. La Berkshire Hathaway di Warren Buffet detiene una quota del 2,59% di Gm, quasi identica a quella nel portafoglio del colosso del risparmio gestito BlackRock.

Altri big nel libro soci di Gm sono colossi della finanza come Harris Associates che detiene il 4,84%, State State Street con il 3,49%, Capital Research con il 2,70% e JP Morgan con il 2,50%. GM e Fca hanno già inoltre un socio in comune, Vanguard Group che possiede il 4,789% di Gm e circa il 2% di Fca.

Nel capitale di Gm c’è anche molto Canada, seconda patria di Sergio Marchionne. La Canada Gen Investment Corp possiede oltre 110 milioni di azioni Gm pari al 6,88% del capitale del gruppo automotive. Oltre il 4,50% di Gm è nel portafoglio di Cdic, l’istituto canadese per l’assicuazione dei depositi.

Gli hedge fund e i grandi investitori sono molto influenti sulle corporation a stelle e strisce e l’attivismo sta aumentando. Uno dei casi più recenti riguarda proprio Gm. Due mesi fa Mary Barra ha raggiunto un accordo con Harry Wilson, ex componente della task force per l’industria dell’auto creata da Barak Obama. Wilson in rappresentanza di fondi che detengono circa il 2% di GM (tra cui Appaloosa Management) aveva chiesto a Gm un buy back da 8 miliardi di dollari o in alternativa un posto nel board. Nella trattativa durata un week end Gm ha assicurato un piano di acquisto di azioni proprie da 5 miliardi di dollari.

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