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Lunedì 25 maggio 2015 - 18:22

Sui mercati aumenta la tensione per il rischio Grexit

Da Atene indicazioni contraddittorie sui rimborsi al Fmi
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Roma, 25 mag. (askanews) – La vittoria in Spagna del partito anti austerità di Podemos e il caos di Atene sul rimborso dei prestiti spaventano gli investitori che penalizzano mercati e titoli di Stato dei paesi cosiddetti periferici, complice anche una giornata con alcune piazze importanti chiuse per festività come Wall Street, Londra e Francoforte.

Atene resta al centro dei riflettori. Nel giro di 24 ore dalla Grecia sono arrivate una serie di dichiarazioni contrastanti sulla volontà e capacità del governo greco di far fronte ale prossime scadenze con il Fondo Monetario Internazionale. Ieri il ministro dell’interno aveva annunciato che Atene non avrebbe pagato le tranche dei prestiti Fmi del 5 giugno. Oggi invece il portavoce del governo guidato da Alexis Tsipras ha sottolineato che la Grecia rimborserà i prestiti fino a quando sarà in grado di farlo. Ad Atene continuano a mostrare fiducia su un accordo in tempi rapidi con i creditori. Il ministro delle finanze Varoufakis ha ribadito che Atene a varare una serie di misure sollecitate anche dalle istituzioni internazionali come un’agenzia indipendente per il fisco, oltre a intervenire su privatizzazioni e pensioni ed anche ad assicurare un surplus di bilancio a condizione che l’entità sia ragionevole.

L’esponente dell’esecutivo greco addebita ai creditori la responsabilità che ancora non ci sia un accordo. Questo perché Fmi, Commissione europea e Bce pretenderebbero una maggiore poliica di austerità da parte della Grecia.

Dalla Germania il ministro delle finanze di Berlino, Schaeuble, ha sottolineato che tutto è nelle mani del governo di Atene. Il rischio Grexit si riaffaccia così sui mercati finanziari. La borsa di Atene al termine delle contrattazioni accusa un tonfo del 3,20% con i bancari tra i più penalizzati anche per i timori che Atene possa introdurre limitazioni ai movimenti di capitale.

Ma c’è stato anche un certo effetto contagio sulle periferie, alimentato dalla vittoria in Spagna di Podemos. A Madrid l’indice Ibex 35 a fine giornata accusa un calo del 2,01% e flessione del 2,09% anche per la borsa di Milano. Tornano ad ampliarsi gli spread di Italia e Spagna rispetto al Bund decennale tedesco. Il differenziale tra Bund e Btp a 10 anni si porta a 135 punti dopo aver toccato quot 140 con un rendimento del titolo italiano che torn in prossimità del 2%.

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