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Mercoledì 20 maggio 2015 - 18:24

Da Federbio, Copagri e Cia no a uso pesticidi contro Xylella

Documento inviato a Commissione Ue dall'eurodeputata D'Amato (M5s)

Strasburgo, 20 mag. (askanews) – L’europarlamentare Rosa D’Amato, del M5s, ha consegnato oggi alla Commissione europea un documento elaborato insieme a FederBio (Federazione italiana per l’agricoltura biologica e biodinamica), Copagri (Confederazione dei produttori agricoli), Cia (Confederazione italiana agricoltori) e l’Ong Pan Europe (Pesticide Action Network), che contiene una serie di proposte alternative all’uso su larga scala di pesticidi, previsto per contenere e ridurre il contagio della Xylella fastidiosa, il batterio da quarantena associato al disseccamento degli ulivi in Puglia.

Il documento mira anche a ridurre il più possibile le estirpazioni di alberi infetti o di piante potenziali “ospiti” del batterio nelle zone in cui lo prevede la decisione della Commissione Ue in materia, approvata il 28 aprile dal Comitato fitosanitario permanente dell’Ue, e a favorire l’attuazione di pratiche agronomiche alternative, in particolare quelle dell’agricoltura biologica. Chiede, inoltre, di garantire adeguate risorse sia per la ricerca che per le compensazioni agli agricoltori.

Il documento è stato presentato in occasione del voto al Parlamento europeo, oggi a Strasburgo su una risoluzione per fronteggiare l’emergenza Xylella.

“Con questo documento – ha spiegato D’Amato, che è membro della commissione parlamentare Agricoltura – chiediamo di attuare una strategia alternativa che affronti realmente il problema del disseccamento degli ulivi senza creare più danni di quelli che già gli agricoltori pugliesi si trovano ad affrontare. Le parole chiave sono biologico, ricerca, buone pratiche. Parole che, purtroppo, non abbiamo ancora riscontrato nelle decisioni a livello nazionale e comunitario”.

Nel documento si chiede di: limitare fortemente l’uso di pesticidi, soprattutto vietando quelle sostanze che sono già state revocate e livello nazionale; privilegiare invece l’uso di sostanze attive previste dalla normativa Ue sull’agricoltura biologica e più in generale le tecniche e le pratiche proprie del biologico, salvaguardando così una produzione, come quella pugliese, che fa del marchio bio uno dei suoi punti di forza.

Si sollecita la Commissione e l’Ue, inoltre, a escludere la vite dalla lista delle piante suscettibili di divieto di esportazione; a rivedere l’obbligo di eradicare le piante che si trovano nel raggio di 100 metri rispetto agli ulivi infetti, privilegiando pratiche alternative come il monitoraggio e l’isolamento; a rivedere il divieto di coltivare piante che possono essere ospiti del batterio, anche in questo caso privilegiando pratiche alternative e monitoraggio.

Il documento, infine chiede di garantire risorse umane e finanziarie adeguate per attuare le strategie di contenimento della Xylella, prevedendo compensazioni per il settore, e di assicurare fondi adeguati per la ricerca, l’analisi e i rimedi contro la Xylella e i suoi vettori.

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