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Giovedì 16 aprile 2015 - 17:52

Lo spettro del default di Atene spaventa i mercati

Il rendimento del biennale greco schizza al 27%, tensione sul Btp
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Roma, 16 apr. (askanews) – Sui mercati finanziari si riaffaccia lo spettro del default della Grecia. Borse in calo e tensioni sul mercato dei titoli di Stato il bilancio di una giornata tra indiscrezioni e smentite. A scuotere gli investitori la notizia che la Germania sta preparando un piano B prevedendo il default della Grecia ma la sua permanenza nell’area euro. A rendere il clima ancor più pesante l’autorevole Financial Times secondo il quale Atene avrebbe sondato le acque presso il Fmi per ottenere uno slittamento dei prossimi pagamenti (747 milioni da rimborsare entro il 12 maggio) ma dal quartier generale del Fondo la risposta sarebbe stata negativa. Immediate le smentite da parte di Atene e del governo tedesco che non hanno fatto rientrare le fibrillazioni.

La conferma che la Grecia stia camminando sul filo del rasoio è arrivata dalla Commissione europea che ha accantonato toni concilianti e pacati ed ha lanciato un duro monito all’esecutivo guidato da Alexis Tsiprs. “Il lavoro va avanti ma non siamo soddisfatti dei progressi raggiunti finora” ha tuonato il portavoce dell’esecutivo comunitario. I partner di Atene vogliono arrivare all’appuntamento della prossima settimana dei ministri delle finanze almeno con una intesa a livello tecnico così da poter convocare l’Eurogruppo e sbloccare l’impasse sul prolungamento del programma di aiuti.

Da Washington il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, non ha nascosto le preoccupazioni per la piega che sta prendendo il dossier Grecia. “Nell’area euro potrebbe riemergere una situazione di stress finanziario a causa delle incertezze sulle politiche associate alla Grecia”.

Il quadro è piuttosto complicato e le ripercussioni sui mercati sono state piuttosto rilevanti. Sul mercato secondario del reddito fisso i titoli greci sono stati venduti a mani basse, con una curva dei rendimenti che ha accentuato l’inversione. Il rendimento sul biennale è schizzato al 27%, la scadenza a cinque anni oltre il 18% e il decennale oltre il 13% per terminare in chiusura al 12,65%. In condizioni normali le scadenze più lunghe mostrano rendimenti più alti rispetto a quelle più corte. Nel caso greco invece dal 27% sul biennale si scende al 9,72% su quello a 30 anni. E senza l’accordo tra Atene e l’Eurogruppo i titoli greci non potranno entrare nel programma di acquisti del quantitative easing della Bce, quindi senza nessuna protezione.

“Il governo greco sta finendo i soldi molto rapidamente – rileva un analista londinese – e c’è il serio rischio di default se le prossime scadenze di rimborso dei prestiti non saranno rispettate”.

L’effetto Grexit si è visto anche sui bond governativi dei cosiddetti paesi periferici del club dell’euro. La pressione delle vendite si è avvertita anche sui Btp italiani e sui Bonos spagnoli con spread in allargamento sul Bund tedesco che invece ha fatto segnare un nuovo minimo storico del rendimento a 0,078%. Il Btp a 10 anni ha visto salire il rendimento sul secondario all’1,37% con uno spread a 128 punti e performance identica per il decennale spagnolo.

Anche le borse hanno vissuto una seduta con indici in deciso calo. Milano ha lasciato sul terreno l’1,75% con i maggiori ribassi sul comparto dei bancari. A Madrid l’indice Ibex 35 ha perso l’1,41% con ribassi superiori al 2% per Bbva e Bankia. Maglia nera Francoforte con il Dax in calo dell’1,90% e ribassi intorno al 3,50% per Deutsche Bank e Commerz.

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