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Martedì 14 aprile 2015 - 10:00

Morando: sgravi fiscali per chi assume stabilmente donne al Sud

Il viceministro: "Proposta compatibile con le regole europee"
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Torino, 14 apr. (askanews) – Detrazioni fiscali per le assunzioni stabili al Sud e in particolare per la nuova occupazione femminile. E’ l’idea del viceministro all’Economia, Enrico Morando, che ieri è intervenuto a Torino all’incontro “Il governo Renzi e l’economia” promosso dall’associazione Aglietta.

“Un livello della riduzione fiscale così forte come quello introdotto per i neo assunti del 2015 (che dispiega i suoi effetti per un triennio, ndr) non è mantenibile nel tempo – ha premesso il viceministro in un colloquio con Askanews – ma sarebbe un errore lasciare che tutto ritorni come prima. Nel 2015 tutti sono coperti da questa misura, ma preparandoci a decidere per il 2016 – afferma Morando – dobbiamo introdurre misure di agevolazione dell’occupazione stabile ma non così generalizzate e intense come quelle per il 2015”.

Secondo Morando il Mezzogiorno ha “condizioni potenziali di crescita, a causa del ritardo accumulato, più elevate del Centro-Nord, e al Sud ci sono un gran numero di giovani donne che sono persino più preparate dei coetanei maschi, che si impegnano di più e che non hanno nessuna prospettiva di lavoro. Allora – prosegue il viceministro – mi chiedo se è così assurdo utilizzare l’agevolazione per il lavoro stabile, creare un vantaggio per l’occupazione stabile nel Mezzogiorno in generale, e se proprio dobbiamo fare una selezione propongo un criterio: le donne, perché presentano potenzialità di contributo alla crescita più elevate degli uomini, perchè si impegnano di più nello studiare, nell’organizzare le cose della società. Sembrerebbe un dato sociologicamente rilevante – osserva Morando – i numeri dell’occupazione parlano chiaro a loro sfavore. Quindi se voglio riequilibrare le cose devo dar loro un vantaggio: diamo un vantaggio fiscale: se un’impresa assume una donna a parità di tutte le condizioni rispetto a un uomo ha un premio”.

Secondo il viceministro un intervento di questo genere sarebbe compatibile con le regole europee: “Qualche anno fa si disse che era incompatibile un intervento di questo tipo fondato sulla selezione di genere quando facemmo una norma nella finanziaria di cui io ero relatore in cui dicemmo che il credito di imposta Irap per i nuovi assunti era di un terzo più grande nel Sud nel caso che il nuovo assunto fosse una donna. Ma l’Unione Europea non ci contestò allora. Non conta secondo me l’Irap o l’Irpef, quello che conta è che nel Sud abbiamo introdotto una discriminazione a favore delle donne. E perchè Bruxelles ci dovrebbe contestare oggi, visto che il problema della discriminazione negativa c’è anche adesso?”

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