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Martedì 17 febbraio 2015 - 17:45

Grecia, per un nuovo programma di aiuti servono 80 miliardi

Entro giugno Atene necessita di 6,5 mld e 19 mld per dicembre
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Roma, 17 feb. (askanews) – Un accordo tra l’Eurogruppo e la Grecia è ancora tutto da scrivere ma nonostante l’ultimatum dei partner europei ad Atene i mercati finanziari restano convinti che la Grecia non abbandonerà l’euro. Il governo Tsipras non vuole il default ma anche il club dell’euro non vuole rischiare un precedente clamoroso e dagli effetti non calcolabili.

Per i partner europei l’estensione del programma consente di avere il tempo per definire un nuovo accordo con la Grecia intimando ad Atene di non procedere con atti unilaterali ma il governo Tsipras insiste per una radicale modifica del programma di aiuti contro il quale hanno ancorato la vittoria alle elezioni politiche.

Molti analisti ritengono che un compromesso sia ancora possibile in particolare sulle due questioni principali: l’entità dell’avanzo primario e il calendario delle riforme strutturali. Si deve trovare il giusto mix tra misure di austerità e riforme per comprare tempo da spendere poi per mettere in piedi un nuovo programma che secondo alcuni analisti, dovrebbe ammontare a circa 80 miliardi per il prossimo triennio.

La Grecia non può rinunciare agli aiuti finanziari della troika e il sistema bancario ellenico resta in vita grazie all’Ela (Emergency liquidity assistance), lo speciale canale di liquidità che garantisce l’operatività delle banche di Atene dopo che la banca centrale europea ha chiuso le porte del Qe e dei finanziamenti Tltro alla Grecia. Giovedì è in calendario la riunione del board della Bce e sembra scontato che il consiglio direttivo non procederà a chiudere i rubinetti del fondo di liquidità di emergenza (servirebbe una maggioranza dei due terzi del board).

Per mantenere in vigore il programma di emergenza, tuttavia, è necessario che il sistema bancario greco sia solvente e che il governo di Atene continui a negoziare con i paesi euro le condizioni per un nuovo programma. La Grecia dunque ha bisogno di un nuovo programma da negoziare con le “istituzioni” (il nuovo nome della troika) altrimenti la Bce sarebbe obbligata a vietare l’accesso alla liquidità dell’Eurosistema alle banche di Atene, che finirebbero al collasso provocando una impennata dei default nel settore privato e in ultima istanza un’uscita della Grecia dall’euro.

Definire un nuovo programma di aiuti consentirebbe alla Grecia di fronteggiare il fabbisogno finanziario che sarà piuttosto rilevante nei prossimi mesi. Entro giugno Atene deve trovare 6,5 miliardi, di cui 5,4 miliardi tra rimborsi e interessi al Fmi e circa un miliardo per le cedole su titoli di Stato. Entro dicembre la Grecia necessita di circa 19 miliardi tra rimborsi prestiti, interessi su bond governativi e gap finanziario per effetto di entrate fiscali inferiori rispetto alle stime.

Un nuovo programma inoltre quasi certamente sarebbe tutto a carico dei paesi euro e dunque del fondo salva Stati Esm. Circa 27 miliardi di euro per rimpiazzare i bond greci in portafoglio alla Bce con prestiti a lungo termine dell’Esm. Circa 20 miliardi tra rimborsi e sblocco di risorse da parte del Fmi. Inoltre 8,5 miliardi assumendo lo stop al programma di privatizzazioni, quasi 13 miliardi per colmare il gap nel funding e quasi 10 miliardi per un avanzo primario della Grecia nel 2015-2017 inferiore alle stime del precedente programma.

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