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Martedì 3 febbraio 2015 - 17:38

Ai mercati piace l’ipotesi “perpetual bond” per la Grecia

Strumento in crescita in Asia e inventato dagli inglesi nell'700

Roma, 3 feb. (askanews) – I mercati finanziari apprezzanol’ipotesi di perpetual bond per la Grecia, obbligazioni senzascadenza (irredimibili). La proposta avanzata dal ministro grecoYanis Varoufakis ieri a Londra, ma non confermata nel corso dellatappa a Roma, ha ricevuto una positiva accoglienza dagliinvestitori. La borsa di Atene mette a segno un balzo del 12%trainata dal settore bancario con Eurobank e National Bank chemostrano rialzi superiori al 20%. Anche sui titoli di Stato diAtene tornano flussi di acquisti con il triennale che presenta unrendimento del 17% rispetto al 20% di ieri e il decennale cheripiega verso il 10%.

Il governo guidato da Alexis Tsipras continua a ripetere che ildebito greco è insostenibile ma Atene non intende procedere a untaglio unilaterale. I mercati finanziari e gli investitori sonofavorevoli ad un compromesso sul debito greco sfruttando almassimo tutti i margini di manovra. E’ così che nasce l’ipotesidi ricorrere ai perpetual bond. Sostituire il debito greco conobbligazioni senza scadenza, da decidere la cedola, se fissa ovariabile, magari lasciando al debitore l’opzione “call”, cioè lapossibilità per il debitore di esercitare, a scadenze prefissate,la facoltà di rimborso dei bond. Si tratta di uno strumentofinanziario abbastanza diffuso nel mondo, in particolare in Asiae in Europa, ma in crescita negli ultimi anni per effetto di uncontesto di tassi di interesse prossimi a zero.

Secondo i dati della società Dealogic nel primo trimestre 2014sono stati emessi perpetual bond per oltre 28 miliardi di dollaria livello globale, superando l’importo di tutto il 2013 e pari alvalore dei tre anni precedenti.

Anche in Italia i perpetual bond sono una realtà. I Tremonti e iMonti bond sono titoli senza scadenza. In genere è prevista unaopzione call per l’emittente, il quale può decidere dopo un certonumero di anni di rimborsare l’obbligazione.

E’ il caso della Gran Bretagna. Il prossimo mese il Tesoroinglese rimborserà l’ultima parte del debito della prima guerramondiale. Un perpetual bond da 1,9 miliardi di sterline emessonel 1932 dal cancelliere Neville Chamberlain per rifinanziare ildebito di guerra rimpiazzando un “gilt” del 1917 che recitava loslogan “a differenza dei soldati gli investitori non corronorischi”.

E sono stati gli inglesi a inventare i pepetual bond. Secondo idati del Debt management office ce ne sono ancora in circolazionealcuni ultrasecolari. Il più vecchio è un gilt del 1720, emessoper fronteggiare la bolla speculativa sulla società South Sea cheporterà al Bubble Act, in base al quale fino al 1862 per avviareuna società per azioni era necessaria l’autorizzazione delParlamento o della Corona. Altri perpetual bond vennero emessiper la nascita della Bank of England e per fronteggiare i costidelle guerre contro Napoleone.

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