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Martedì 20 gennaio 2015 - 20:04

Banche: alle 10 big tra le popolari 18 mesi per diventare Spa

Cdm vara riforma. Escluse, per ora, Bcc e Istituti minori
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Roma, 20 gen. (askanews) – Le grandi banche popolari nazionali si dovranno trasformare in società per azioni, confrontarsi con i cambiamenti ed il processo di consilidamento del mercato europeo e sottoporsi alla vigilanza della Bce.

E’ questo, in estrema sintesi, il cuore delle misure varate dal Consiglio dei ministri nell’ambito di un decreto “sistema bancario e investimenti” ridotto all’essenziale in attesa della nomina del nuovo Capo dello Stato.

Per quanto riguarda l’attesa riforma delle banche popolari, questa riguarderà solo i 10 istituti che vantano attivi superiori a 8 miliardi di euro.

Si tratta di Ubi, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano,Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio,Credito Valtellinese, Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza,Veneto Banca e Banca Popolare di Bari.

Queste avranno 18 mesi, quindi presumibilmente fino a fine luglio 2016, per trasformarsi in Spa. Anche se lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha in qualche modo auspicato che il processo possa essere tecnicamente concluso in tempi più brevi.

Anche perchè le 10 big tra le popolari, ha spiegato Padoan,dovranno affrontare la maggiore integrazione mercati europei,l’inevitabile consolidamento e passare alla supervisione europeacon il completamento del processo di unione bancaria.

Il provvedimento del governo quindi non cancella, come si eraanche ipotizzato, l’articolo 30 del Testo Unico bancario chedisciplina il voto capitario e i limiti alla partecipazione nelcapitale dei singoli soci e delle fondazioni bancarie.

Disposizioni che verranno semplicemente superate dai 10 Istituti più grandi che dovranno adeguare gli statuti alla normativa prevista per le società per azioni.

Escluse, per ora, le altre popolari di dimensione più contenuta, si tratta di circa una sessantina d’istituti, così come le banche di credito cooperativo che “non vengono toccate” come ha precisato lo stesso premier Matteo Renzi.

Almeno per ora, visto che Padoan, pur volendo preservare “unaforma di governance che ha servito bene il Paese e le comunitalocali”, non ha nascosto la necessità anche per le Bcc di uncambiamento nel più lungo termine quando “andranno valutatisuggerimenti di modifica della governance, perchè quello che stasuccedendo in Europa lo stiamo vedendo”.

Il pacchetto sulle banche contiene anche una norma sullaportabilità dei conti correnti che facilita il passaggio da unIstituto all’altro. La misura prevede che questo avvenga “senzaoneri o spese di portabilità a carico del cliente” ed entrotermini definiti e contenuti. Se questi non vengono rispettati èprevisto un risarcimento al cliente “in misura proporzionale alritardo e alla disponibilità esistente sul conto”.

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