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Mercoledì 28 maggio 2014 - 09:30

Confesercenti: commercio e turismo in crisi. Primi 4 mesi persi 1,8 mld

(ASCA) – Roma, 28 mag 2014 – La crisi di turismo e commerciocontinua anche nel 2014. Nei primi quattro mesi dell’anno -secondo i dati dell’Osservatorio Confesercenti -, nei duesettori hanno cessato l’attivita’ 44.813 imprese: nellostesso periodo, le nuove aperture nel commercio e nel turismosono state solo 28.016, per un saldo finale negativo di16.797 unita’. Entrambi i settori registrano piu’ cessazioniche aperture: nel commercio il saldo di natimortalita’ delleimprese e’ -12.016, mentre nel turismo e’ di -4.781attivita’. ”Commercio e turismo – spiega Mauro Bussoni, segretariogenerale di Confesercenti – scontano duramente la crisi delmercato interno italiano, tuttora in atto: nei primi 4 mesidel 2014 le vendite commerciali, secondo le nostre stime,sono calate di altri 1,8 miliardi”.

Il settore del turismo, in particolare, sembra ancoralontano dall’uscita dalla crisi. Nei primi quattro mesidell’anno il comparto alloggio, comprensivo di alberghi edhotel, ha visto chiudere 972 imprese (8 al giorno) e solo 389aperture, per una perdita secca di 583 unita’. Negativo (-1.997) anche il dato dei bar, che da gennaioregistrano, a fronte di 2.875 aperture, ben 4.872 chiusure(40 al giorno) e un saldo negativo di 1.997 imprese. Ancorapeggio i ristoranti: nel periodo ne hanno chiuso circa 44ogni giorno, per un totale di 5.334 cessazioni di impresa. Unrosso che il pur alto numero di nuove aperture (3.133) nonriesce a colmare, portando il comparto a perdere 2.201imprese.

Il commercio, invece, sembra essersi ormai avviato versouna fase di destrutturazione, che premia i comparti chepresentano meno spese di impresa. Cala infatti il dettaglioin sede fissa, che vede nei primi 4 mesi dell’anno 20.297chiusure ed un saldo negativo di -10.945, mentre aumenta ilcommercio fuori dai negozi: le imprese che vendono attraversointernet mettono a segno un sostanziale equilibrio (+73),mentre il commercio su aree pubbliche cresce di 530 unita’. Esi conferma come l’unico comparto ‘anti-crisi’ delcommercio.

Male anche le intermediari del commercio: tra gennaio eaprile ben 8.452 hanno cessato l’attivita’, per un datofinale in rosso di -1.674 aziende.

red-glr/sam/

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