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Sabato 24 maggio 2014 - 11:18

Imprese: Cgia, una su 5 costretta a licenziare per ritardati pagamenti

(ASCA) – Roma, 24 mag 2014 – Siamo i peggiori pagatorid’Europa. Tra i principali Paesi dell’Unione europea solo inItalia la crisi ha aumentato i tempi necessari per saldare ifornitori: secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi dellaCGIA su dati Intrum Justitia relativi a un’indagineeffettuata nei primi tre mesi di quest’anno, un’impresaitaliana su cinque (ovvero, il 20 per cento degliintervistati) e’ stata costretta a licenziare a causa deglieffetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti.

”Nonostante il dato sia inferiore a quello registrato neiprincipali paesi Ue – segnala il segretario della CGIAGiuseppe Bortolussi – e’ drammatico che in l’Italia, con untasso di disoccupazione che ormai galoppa verso il 13 percento, molte aziende siano costrette ad espellere una partedel personale perche’ non vengono pagate con regolarita”’.

Purtroppo, continuiamo a essere i peggiori pagatorid’Europa. Se mediamente la nostra Pubblica amministrazione(Pa) paga le imprese a 165 giorni (+ 107 giorni rispetto lamedia europea), nei rapporti commerciali tra imprese civogliono 94 giorni affinche’ il committente saldi il propriofornitore (+ 47 giorni rispetto la media Ue). Anche neirapporti tra privati (cioe’ cittadini/famiglie) e imprese, lasituazione rimane difficile: sono necessari mediamente 75giorni per essere definitivamente pagati (41 in piu’ dellamedia Ue). In tutti e tre i casi appena descritti, nessunaltro Paese d’Europa fa peggio di noi.

Si pensi che nel rapporto tra Pubblica amministrazione eimprese in Bosnia i pagamenti avvengono in 41 giorni, inSerbia in 46 e in Grecia in 155. Questa situazione assume una dimensione ancor piu’preoccupante se si analizza l’andamento dei tempi medi dipagamento registrati in questi ultimi sei anni di crisieconomica (2009-2014). Nel confronto tra l’Italia, laFrancia, la Germania e la Gran Bretagna, solo da noi si sonoallungati i giorni necessari affinche’ il committente saldiil pagamento al proprio fornitore. Se tra privati (vale adire cittadini/famiglie) e le imprese l’aumento e’ stato di 5giorni, nelle transazioni commerciali tra imprese e’ salitodi 6. Drammatica, invece, la situazione nei rapporti traPubblica amministrazione e i propri fornitori. I pagamenti sisono allungati di ben 37 giorni, sebbene dal 2011 la nostraPa ha cominciato a migliorare la sua performance.

Secondo Giuseppe Bortolussi, ”le lungaggini burocratiche,il cattivo funzionamento degli uffici pubblici, i vincolieconomici legati al Patto di stabilita’ interno, l’abuso diposizione dominante del committente e la mancanza diliquidita’ sono alcune delle motivazioni che consegnano alnostro Paese la maglia nera nella correttezza dei pagamenti.

Nonostante dal 1* gennaio 2013 la legge stabilisca che ilPubblico deve pagare entro 30/60 giorni, mentre i privati trai 60/90 giorni, queste disposizioni continuano a esserepalesemente inapplicate, con ricadute molto pesantisoprattutto per le piccole imprese che dispongono di unpotere contrattuale molto limitato”. La CGIA ricorda che in attesa di conoscere l’effettivostock di debiti accumulati dalla nostra Pa nei confrontidelle imprese private, nel biennio 2013-2014 sono statistanziati 47 miliardi di euro. Ad oggi sono stati pagaticirca 23,5 miliardi di euro, mentre il Ministero dell’Economaha annunciato nei gironi scorsi l’avvio di una procedura dierogazione di un’altra tranche per gli Enti locali pari a 1,8miliardi. Infine, secondo la Legge di Stabilita’ 2014, ilGoverno Renzi ha pianificato per l’anno in corso unintervento pari a 13 miliardi di euro, anche se secondo laRelazione tecnica potranno essere pagati nel 2014 solo 5.

com/mau

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