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Martedì 20 maggio 2014 - 18:46

Infrastrutture: Bianchi (Acer), rivedere riforma appalti

(ASCA) – Roma 19 mag 2014 – Non solo il caso Expo ecorruzione. A rendere agonizzante il settore delleinfrastrutture, che dovrebbe dare invece la spinta essenzialeper rilanciare il Paese, c’e’ una fitta ragnatela di normeche vanno a comporre l’attuale codice degli appalti e cherendono la vita difficile, se non impossibile, alle imprese.

Centoventi modifiche al codice degli appalti negli ultimi treanni ”senza un disegno organico, cio’ ha creato non pocheproblematiche agli operatori del settore sia che si trattidelle imprese, sia che si tratti delle stazioni appaltanti.

Per questo e’ necessario rivedere interamente la materia deicriteri di aggiudicazione degli appalti”. Sono queste lerichieste che il presidente dell’Acer, l’associazione dicostruttori edili di Roma e provincia, Edoardo Bianchi,lancia intervistato da ‘Il Ghirlandaio'(www.ilghirlandaio.com), in queste che sono settimanecruciali per la riforma del codice degli appalti annunciatadal Governo e innescata dalla necessita’ di recepire le nuovedirettive europee in vigore da aprile.

Il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti,Riccardo Nencini, lo ha gia’ annunciato: sara’ un codicesnello, ‘anglosassone’, con una maggiore semplificazione perle imprese e piu’ trasparenza. E cosi’, mentre al ministerodelle Infrastrutture si lavora alla stesura dei principiintorno ai quali costruire la riforma degli appalti, irappresentanti delle associazioni competenti scendono incampo. ”Noi ci siamo resi disponibili, insieme all’Ance, astendere un piano di modifica del codice – annuncia Bianchi -Credo che sia indispensabile innanzitutto rivedereinteramente la materia dei criteri di aggiudicazione.

Prioritario e’ limitare al massimo la discrezionalita’ dellestazioni appaltanti, prevedendo ad esempio che il criteriodell’offerta piu’ vantaggiosa debba essere utilizzatoesclusivamente al di sopra dei 5 milioni di euro e nei casiin cui ci sia necessita’ dell’apporto progettuale delleimprese. Negli altri casi – aggiunge il presidentedell’associazione romana – si deve utilizzare il criterio delmassimo ribasso, accompagnato da meccanismi di esclusioneautomatica che favoriscano il contenimento dei ribassi e latrasparenza delle procedure di gara”. Ancora, ”occorrerendere definitiva, e non limitata nel tempo, la norma che haportato a 10 anni il periodo di valutazione dei requisiti diqualificazione SOA. La stessa richiesta vale perl’introduzione dell’esclusione automatica delle offerteanomale fino a 5 milioni di euro”.

red/rf

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