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Venerdì 16 maggio 2014 - 11:55

Energia: AU, prezzo non e’ leva per scelta mercato libero

(ASCA) – Roma, 17 mag 2014 – Il prezzo non e’ il principaleelemento che porta i consumatori a scegliere se restare sulmercato tutelato o andare sul mercato libero dell’energia. E’quanto emerge da uno studio promosso dall’Acquirente Unicobasato su 2000 interviste a un campione di 18-74ennirappresentativo della popolazione italiana per sesso, eta’,area geografica di residenza.

”Il mondo del piccolo consumatore finale di energia e’complesso e sorprendente – afferma Paolo Vigevano Presidentee AD di Acquirente Unico – lo dimostra il fatto che,nell’analizzare le motivazioni di fondo di coloro cheeffettivamente cambiano fornitore, scopriamo che al primoposto non c’e’ la ”convenienza economica”, ma elementi,apparentemente accessori, che pero’ fanno gia’ intravvederepossibili evoluzioni dello stesso prodotto offerto”.

L’83.9% degli intervistati dichiara infatti di essererimasto nel mercato tutelato. Sui motivi del mancato cambiodi regime, emerge uno scarso interesse verso il mercatolibero (”Non rientra nelle mie priorita”’, 40.3%). A questosi aggiungono ulteriori elementi quali: la soddisfazione peril proprio fornitore (”Sono soddisfatto dell’attualefornitore”, 12.9%) e un livello informativo ancorainsufficiente (”Non sono abbastanza informato”, 12.2%). Inoltre un intervistato su dieci ritiene che l’eventualeguadagno derivante dalla sottoscrizione di un nuovo contrattocon tariffe concorrenziali non sarebbe tale da giustificareil cambio di fornitore (”Il risparmio non mi sembra tale dagiusti-ficare il passaggio”, 10.4%), o non si riscontranodifferenze tra i fornitori (”Penso che gli operatori sianotutti uguali”, 7.5%). Sempre un intervistato su dieci temedi ricevere un servizio peggiore dell’attuale (”Temo diricevere un servizio peggiore”, 10.1%).

”Per la maggior parte dei consumatori il prodotto e’sostanzialmente indifferenziato – continua Paolo Vigevano -ed e’ significativo il fatto che alcuni di coloro che hannoeffettivamente cambiato fornitore, stando alle statisticheufficiali, e’ superiore al numero di coloro che dichiarano diaverlo fatto: segno che alcuni non hanno nemmeno percepito diaver compiuto una scelta”. Infatti i dati riportano che il 16,1% dei clienti hascelto il mercato libero, ma non combacia con i datiufficilai di switching. ”Ma se il prodotto e’ percepito comeindifferenziato, mentre il suo costo, al netto dellecomponenti parafiscali, non ha piu’ margini significativi dicontrazione, allora quel che si affaccia e’ l’opportunita’ dioffrire, accanto o addirittura attraverso la Commodity, deiprodotti a valore aggiunto. Prodotti che trovano una concretapossibilita’ di successo proprio nella predisposizioneall’innovazione individuata dalla ricerca”. Chi scegliere di rimanere nel mercato tutelato e’ unutente che ha un basso interesse per i temi energetici, a cuisi accompagna una scarsa informazione, alto consumoenergetico e passivita’ nei comportamenti di scelta. Chisceglie di passare al mercato libero ha un alto interesse peri temi energetici, al risparmio e consapevolezza delleproprie scelte di consumo.

”Lo scopo di questa ricerca – conclude Paolo Vigevano -non e’ capire meglio chi e’ il soggetto a cui ci rivolgiamo,AU non e’ un operatore che fa marketing per acquisiste iclienti. Piuttosto volevamo mettere a disposizione deidecisori pubblici nuove e ulteriori informazioni, utili aorientare le politiche pubbliche nei confronti delle famigliee delle piccolissime imprese e per aumentare la sanaconcorrenzialita’ all’interno del mercato. In questo senso AUe’ uno strumento, che agisce attraverso il mercato”.

com-fgl/mau/bra

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