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Giovedì 15 maggio 2014 - 18:02

Trasporto aereo: sistema Italia senza equilibrio cerca altre Etihad

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Quali le prossime sfide per l’industria del trasporto aereo e soprattutto come controbattere gli effetti della crisi economica con rispetto soprattutto alla protezione dei diritti dei passeggeri. Questo il tema di fondo del convegno internazionale svoltosi oggi alla Luiss Business school di Roma e promosso dallo studio legale Pierallini. Doveva essere anche un confronto, tra addetti ai lavori, incluse le protagoniste, sui potenziali sviluppi dell’attesa alleanza Etihad-Alitalia ma si e’ parlato alla fine piu’ di scenario Italia, di effetti della deregulation e ”squilibri” tra concorrenti, capaci di penalizzare piu’ di ogni altro mercato europeo il gia’ complicato spazio dell’aviazione commerciale nazionale. Tra i fallimenti dei vettori degli anni passati, le difficolta’ del presente di chi e’ rimasto sulla scena e la conquista, ormai conclamata, del network domestico ed intraeuropeo, ad opera delle low cost, in primis di Ryanair. ”Bisogna ristabilire un terreno di gioco dove regni il fair play – ha sottolineato in uno dei panel del convegno il direttore generale di GardaAeroporti, Carmine Bassetti – soprattutto per i vettori tradizionali che operano sulle destinazioni di corto e medio raggio”. Un invito ad agire, anche in termini normativi, per limitare il disequilibrio sul mercato tra chi ”negli ultimi dieci anni ha ricevuto 300 milioni di euro l’anno di sussidi”, come ha evidenziato l’amministratore delegato di Meridiana Roberto Scaramella, e chi ”paga tasse su scali che invece concedono aiuti ad altri, magari sulle stesse destinazioni”, che e’ stata invece la sintesi dell’intervento del numero uno di Air Dolomiti Michael Kraus, con un invito al Paese a costruire ”una vera piattaforma industriale nel settore che invece non c’e”’. A chiudere le parole del presidente e fondatore di Blue Panorama Airlines, Franco Pecci, che nel risaltare come il vettore ”in amministrazione straordinaria, stia effettuando correttamente il suo percorso di risanamento” ha confermato la difficolta’ di operare in un mercato senza fair play, con l’uscita ”necessaria” dalle rotte siciliane da Roma Fiumicino dove ”si trovano tariffe one way di 19 euro quando solo di tasse se ne pagano 28” e dove al contempo si e’ lasciata impiantare una nuova rete di collegamenti low cost targati Ryanair. Se questo e’ lo scenario, da parte di tutti e’ arrivata una logica ed unitaria conclusione: meno male che c’e’ Etihad dietro l’angolo, almeno per Alitalia e per la credibilita’ dell’aviazione italiana. ”Ce ne vorrebbe piu’ di una di Etihad in Italia”, ha concluso Pecci, confermando la ricerca di un alleato internazionale per la sua compagnia e sottolineando al contempo, amaramente, come sforzi analoghi di ricerca di partner importanti alla Etihad il Paese non li abbia messi in campo per le sorti delle altre traballanti compagnie nazionali. gbt

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