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Giovedì 15 maggio 2014 - 16:02

Pil: economisti, numeri da stagnazione. Rischio ribasso su crescita 2014

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Pil tricolore di nuovosottozero, nel primo trimestre flessione pari a -0,1%, unnumero decisamente inferiore al consensus degli economistiche si attendevano una crescita intorno a +0,3%. Nell’Eurozona, pur sotto le attese (+0,4%), il Pil haregistrato una crescita pari a +0,2%.

La stima flash dell’Istat non contiene i numeri sullesingole componenti del Pil, ma viene spiegato comel’industria continui a soffrire.

”Entriamo male nel 2014. Probabile una latitanza dellaspesa per investimenti dovuta alla dinamica della crisi cheha portato molte aziende a chiudere i battenti ed altre adelocalizzare. E se manca il capitale fisso e’ difficileagganciare la ripresa quando manca il capitale fisso. Poi,guardando al Bollettino della Bce diffuso oggi, mi sembra chesoffra anche il settore dei servizi”, cosi’ Alessio Fontani,responsabile Servizio studi e analisi di Carifirenze.

Oggi l’Eurotower ha pubblicato una analisi dove, oltre aconfermare l’output gap dell’industria italiana rispetto ailivelli precisi (-17%), ha puntato i fari sull’andamento delsettore dei servizi dell’Eurozona da cui esce un quadro pocoincoraggiante. Dai numeri diffusi da Francoforte, cheanalizza l’andamento dei settore dei servizi in Italia,Spagna, Germania e Francia dal 2008 al 2013, si vede che ”ilsettore dei servizi in Italia ha segnato i peggiori risultatia partire dal 2008; nello stesso paese il valore aggiuntoreale dei servizi di mercato e non di mercato rimane al disotto dei livelli pre-crisi”, scrive la Bce.

Dal grafico costruito dall’Eurotower, con base 100 per il2008, il valore aggiunto del settore dei servizi in Germaniae Francia e’ a ridosso di 105, in Spagna intorno a 100 avendorecuperato dai livelli di crisi, in Italia viaggia poco sopra95. Da segnalare che mentre i grafici relativi al settore deiservizi della Germania, Francia e Spagna sono tutti inclinatipositivamente, dunque in crescita, quello dell’Italia e’inclinato negativamente, dunque in calo.

”Ora il livello del Pil e’ ritornato leggermente sotto illivello del terzo trimestre del 2013. Questa stagnazione none’ coerente con i risultati dei sondaggi congiunturalicondotti tra le imprese manifatturiere e quelle dei serviziche mostrano un trend in miglioramento. Questo non significasottovalutare questa cattiva notizia ma ci attendiamo numerimigliori nei prossimi trimestri, solo una questione ditempo.

Naturalmente, la nostra previsione di una crescita del Pildello 0,9% per quest’anno presenta ora dei rischi alribasso”, cosi Chiara Corsa e Loredana Federico, economistedi Unicredit.

”Riteniamo improbabile che l’Italia torni in recessione,i livelli di fiducia delle imprese e dei consumatorisuggeriscono una lenta ripresa in corso, per il prossimotrimestre prevediamo una crescita economica pari a +0,3%, macerto ora ci sono rischi di ribasso sulla crescita perl’intero 2014 che rivediamo al ribasso da +0,7% a +0,5%”,cosi’ Fabio Fois, economista di Barclays.

”La ripresa e’ scomparsa nel primo trimestre. L’Italia e’praticamente in stagnazione: con il dato di inizio anno escontando rialzi nei successivi trimestri, l’incremento delPil del 2014 e’ dello 0,2-0,3% e non dello 0,8%, ipotizzatodal governo, o del 0,6% previsto dalla Commissione Ue”,spiega Sergio De Nardis, capoeconomista di Nomisma.

men/mau

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