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Giovedì 15 maggio 2014 - 16:38

Lavoro: Cisl, decreto migliorato ma non favorite stabilizzazioni

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – ”Il compromesso raggiuntoall’interno della maggioranza sul Decreto lavoro ha tenutoconto di alcune delle nostre richieste di modifica”. LuigiSbarra, Segretario confederale della Cisl in una notacommenta il Dl sul lavoro che oggi ha avuto il si’ definitivodalla Camera. Per Sbarra ”il testo e’ stato oggettivamente miglioratorispetto alla versione originaria, anche se restanocriticita’, a partire dall’assenza di incentivi per favorirela stabilizzazione e di forme di compensazione per ilavoratori non stabilizzati e dalla mancanza di una sanzioneefficace (trasformazione a tempo indeterminato) in caso disuperamento della percentuale massima di contratti a termine.

Percentuale massima che, va ricordato, viene calcolata solosui dipendenti a tempo indeterminato e non sull’organicocomplessivo, ed e’ stata introdotta solo per il contratto atermine ma non per altre tipologie contrattuali assai menotutelate, come le forme di lavoro autonomo, che non di radosono utilizzate in sostituzione del lavoro dipendente (falsePartite Iva, false Associazioni in partecipazione, co.

co.pro., collaborazioni nelle Pubbliche Amministrazioni)”.

”Le semplificazioni apportate al contratto a termine eall’apprendistato possono essere utili per renderlimaggiormente utilizzabili rispetto a queste cosiddette”flessibilita’ cattive” – sottolinea – ma ora il quadro vacompletato con misure di contrasto a queste ultime,aumentandone i costi per i committenti e rafforzando lenorme, gia’ previste dalla legge Fornero, che, in presenza dicerte condizioni, operino una automatica trasformazione inaltro rapporto di lavoro. In parallelo vanno aumentate letutele quando si tratta di lavoro autonomo vero e scelto”. ”Soprattutto restiamo fortemente preoccupati perl’atteggiamento del Governo – conclude Sbarra – sia nelmerito, perche’ sembra puntare eccessivamente sulle modifichealle regole relative al lavoro che, invece, poco possono farein assenza di misure piu’ robuste per la crescita, sia nelmetodo, perche’ non riconosce il ruolo consolidato delleparti sociali su materie cosi’ delicate, sulle quali,infatti, anche in questa occasione, si e’ scatenatol’ennesimo aspro dibattito”.

red-glr/mau

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