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Giovedì 15 maggio 2014 - 12:16

Electrolux: Morandin (Tsipras), lotta paga ma lavoratori pagano pegno

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – ”Con la firma dell’accordoElectrolux si chiude una delle vertenze industriali piu’lunghe e combattute degli ultimi anni. Sei mesi di scioperi,presidi, incontri, interventi istituzionali e una costanteattenzione pubblica e mediatica hanno fatto da coro a questoscontro, partito dall’intenzione di Electrolux di avviare ladelocalizzazione nell’est Europa delle attivita’ e delleproduzioni presenti in Italia. Il governo e’ intervenuto,tardivamente e solo negli ultimi mesi in modo piu’efficace”. Lo afferma Paola Morandin, capolista de L’AltraEuropa con Tsipras nel Nord Est, ed operaia Electrolux, perla quale ”la conclusione di queste ore vede da un latol’importante risultato conquistato dai lavoratori: averbloccato per almeno un triennio la delocalizzazione edefinito un aumento degli elettrodomestici prodotti inItalia, con investimenti di processo e di prodotto, prima nonprevisti nei vari stabilimenti”. Lo stabilimento dilavatrici di Porcia, pur non chiudendo, come programmatoinizialmente, ”vedra’ ridursi del 40% della propriaproduzione e la relativa occupazione, tutelata per oradall’intervento dei contratti di solidarieta”’, aggiungeMorandin evidenziando che ”nel contempo il sindacato haottenuto la tutela dei redditi dei lavoratori: non vi sonotagli salariali e anche le pause sono salve (esclusoPorcia).

Dall’altro la multinazionale ha incassato degli sgravicontributivi collegati ai contratti di solidarieta’ (circa 6milioni di euro in tre anni); ulteriori impegni difinanziamento dalle Regioni sugli investimenti, un pesantepeggioramento delle condizioni di lavoro, attraverso unaumento dal 5 al 10% (a secondo degli stabilimenti) dei pezzida produrre nelle catene di montaggio (si arriva a Solaro eForli’ a produrre in 6 ore cio’ che si produceva in 8 ore,anche Susegana dovra’ produrre dai 18 ai 22 pezzi in piu’ perlinea in ogni turno); catene dove gli operai lamentano gia’da tempo una pesante condizione di lavoro. Sono gli operaidelle catene di montaggio, delle linee, i piu’sindacalizzati, che pagano il conto del recupero dellaproduttivita’. E’ su queste criticita’ che nello stabilimentodi Susegana le RSU unitariamente hanno espresso una profondariserva sull’accordo: sulle condizioni di lavoro e di salutee’ sbagliato intervenire peggiorandole, quando le prestazionisono oltre il limite sostenibile”. ”Le politiche diincentivazione all’uscita sono rivolte a questi lavoratori.

Nell’accordo appena firmato hanno tagliato del 60% leagibilita’ sindacali degli Rappresentanti sindacali difabbrica RSU, impoverendo cosi’ la capacita’ di tutela deilavoratori – conclude Morandin -. E’ sempre piu’ urgente unaregolazione delle istituzioni europee sui movimenti dellemultinazionali presenti in piu’ Stati dell’Unione e unapolitica di convergenza normativa e salariale all’internodell’Ue, per frenare il dumping sociale”.

red-gbt

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