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Giovedì 15 maggio 2014 - 17:52

Crisi: la Borsa affonda e lo spread vola sui dati del Pil negativo

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Piazza Affari affonda e lospread vola. Il dato deludente e sotto le attese sul Pil nelprimo trimestre per l’economia italiana provoca la reazionenegativa dei mercati finanziari. La borsa di Milano perde il3,60% mentre il differenziale tra il Btp decennale e il Bundtedesco schizza a 180 punti rispetto ai 154 della chiusura diieri con un rendimento del decennale italiano che torna dislancio sopra il 3%. Tornano a spirare i venti di crisi suimercati finanziari e traformano la giornata odierna in ungiovedi’ nero, tra le peggiori dall’inizio dell’anno.

Se l’Italia piange l’Europa non sorride. Solo la Germaniaconferma un ritmo di crescita significativo dell’economia eallineato alle attese con un +0,8% su base trimetrale. Nelcomplesso l’area euro nel primo trimestre mostra un pil increscita dello 0,2% rispetto al +0,4% previsto daglianalisti. Ben sotto le attese l’Italia con un -0,1% rispettoalle aspettative di una crescita dello 0,3%. Hanno fattoancor peggio paesi come l’Olanda che accusa una contrazionedell’1,4%. Ferma l’economia della Francia mentre accelera laSpagna che nel primo trimestre mostra una crescita dello0,4%.

Ora lo sguardo degli analisti e degli operatori si rivolgealla Bce. I numeri odierni sull’economia dell’area euromettono pressione alla Bce per una nuova azione espansiva dipolitica monetaria. Azione sempre piu’ probabile dopo chel’Eurotower ha tagliato le previsioni sull’inflazione 2014 a+0,9% e quelle del 2015 a +1,3%. Avvalorando l’impressioneche a Francoforte ci si cominci seriamente a preoccupare sulrischio deflazione. I mercati sembrano scontare questo sboccotanto che l’euro e’ sceso sotto quota 1,36 sul dollaro.

Dal lato delle dichiarazioni dei vari esponenti della Bce,il quadro appare meno chiaro. Ives Mersch, lussemburghese, haspiegato come ”l’Eurotower lavori su un numero ben piu’ampio di strumenti da utilizzare rispetto a quelli immaginatidal mercato”. Il vicepresidente della Bce, il portoghese VitorConstancio ha ribadito come l’Eurotower ”sia prontaall’azione” in uno scenario pero’ ”dove il pericolodeflazione rimane basso o inesistente”.

I numeri di oggi hanno in qualche modo confermatol’analisi di Constancio: nel mese di aprile l’inflazioneannua nell’Eurozona e’ risalita dallo 0,5% allo 0,7%, dunquenon in discesa, ma resta ampiamente sotto il livello del 2%ritenuto dalla Bce compatibile con la definizione distabilita’ dei prezzi nel medio termine.

Tornando ai deludenti numeri dell’economia italiana, lacontrazione del primo trimestre pari allo 0,1% e’ un datodecisamente inferiore al consensus degli economisti che siattendevano una crescita intorno a +0,3%. Nell’Eurozona, pur sotto le attese (+0,4%), il Pil haregistrato una crescita pari a +0,2%. La stima flashdell’Istat non contiene i numeri sulle singole componenti delPil, ma viene spiegato come l’industria continui a soffrire.

Dal Mef si tende a non alimentare allarmismi sullo spettro distagnazione. ”Il rallentamento – indicano fonti delMinistero dell’economia – e’ comune alla maggior parte deiPaesi dell’area euro. Notiamo che Paesi come la Germania, chehanno fatto riforme e messo i conti in ordine, hanno risultaimigliori degli altri. Ci aspettiamo che il taglio dell’Irpefabbia effetti sulla ripresa dei consumi e le politicheannunciate dalle istituzioni europee diano una spinta allacrescita. Sicuramente durante la presidenza italiana dell’Uedara’ una svolta alle politiche in favore di crescita eoccupazione”.

E’ questo il commento che arriva da fonti del ministerodell’Economia e delle Finanze ai dati sul Pil forniti oggidall’Istat. ”Entriamo male nel 2014. Probabile una latitanza dellaspesa per investimenti dovuta alla dinamica della crisi cheha portato molte aziende a chiudere i battenti ed altre adelocalizzare. E se manca il capitale fisso e’ difficileagganciare la ripresa quando manca il capitale fisso. Poi,guardando al Bollettino della Bce diffuso oggi, mi sembra chesoffra anche il settore dei servizi”, cosi’ Alessio Fontani,responsabile Servizio studi e analisi di Carifirenze.

Oggi l’Eurotower ha pubblicato una analisi dove, oltre aconfermare l’output gap dell’industria italiana rispetto ailivelli precisi (-17%), ha puntato i fari sull’andamento delsettore dei servizi dell’Eurozona da cui esce un quadro pocoincoraggiante. Dai numeri diffusi da Francoforte, cheanalizza l’andamento dei settore dei servizi in Italia,Spagna, Germania e Francia dal 2008 al 2013, si vede che ”ilsettore dei servizi in Italia ha segnato i peggiori risultatia partire dal 2008; nello stesso paese il valore aggiuntoreale dei servizi di mercato e non di mercato rimane al disotto dei livelli pre-crisi”, scrive la Bce.

Dal grafico costruito dall’Eurotower, con base 100 per il2008, il valore aggiunto del settore dei servizi in Germaniae Francia e’ a ridosso di 105, in Spagna intorno a 100 avendorecuperato dai livelli di crisi, in Italia viaggia poco sopra95. Da segnalare che mentre i grafici relativi al settore deiservizi della Germania, Francia e Spagna sono tutti inclinatipositivamente, dunque in crescita, quello dell’Italia e’inclinato negativamente, dunque in calo.

”Ora il livello del Pil e’ ritornato leggermente sotto illivello del terzo trimestre del 2013. Questa stagnazione none’ coerente con i risultati dei sondaggi congiunturalicondotti tra le imprese manifatturiere e quelle dei serviziche mostrano un trend in miglioramento. Questo non significasottovalutare questa cattiva notizia ma ci attendiamo numerimigliori nei prossimi trimestri, solo una questione di tempo.

Naturalmente, la nostra previsione di una crescita del Pildello 0,9% per quest’anno presenta ora dei rischi alribasso”, cosi Chiara Corsa e Loredana Federico, economistedi Unicredit.

”Riteniamo improbabile che l’Italia torni in recessione,i livelli di fiducia delle imprese e dei consumatorisuggeriscono una lenta ripresa in corso, per il prossimotrimestre prevediamo una crescita economica pari a +0,3%, macerto ora ci sono rischi di ribasso sulla crescita perl’intero 2014 che rivediamo al ribasso da +0,7% a +0,5%”,cosi’ Fabio Fois, economista di Barclays.

”La ripresa e’ scomparsa nel primo trimestre. L’Italia e’praticamente in stagnazione: con il dato di inizio anno escontando rialzi nei successivi trimestri, l’incremento delPil del 2014 e’ dello 0,2-0,3% e non dello 0,8%, ipotizzatodal governo, o del 0,6% previsto dalla Commissione Ue”,spiega Sergio De Nardis, capoeconomista di Nomisma.

did/

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