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Giovedì 15 maggio 2014 - 18:25

Citta’ salute: sindaco di Sesto SG, serve un piano d’emergenza

(ASCA) – Roma, 15 mag 2014 – Il sindaco di Sesto, MonicaChitto’, difende la Citta’ della salute dopo la buferagiudiziaria che si e’ abbattuta sull’Expo e che stainvestendo la struttura sanitaria da realizzare a Sesto SanGiovanni: ”Expo finisce, la Citta’ della salute e dellaricerca rimane anche dopo: qui ha ancora piu’ senso che sianoadottate le procedure d’emergenza, magari proprio sotto laregia di Raffaele Cantone”, ha dichiarato il sindaco inun’intervista al Giorno riferendosi alla necessita’di intervenire contro affaristi e detrattori.

Non e’ un’opera inutile, ha spiegato il sindacoaggiungendo che a ”dirlo e’ la sua storia: il progetto nascenel 1998, ci sono state varie ipotesi e quella piu’ concreta,a Vialba, e’ risultata non realizzabile. Sesto e’ arrivatasolo alla fine, con una proposta che si e’ fatta carico diuna parte del conto economico: il pubblico ha messo adisposizione i terreni gratuitamente e il privato, che non hainquinato, si e’ fatto carico della bonifica. Piuttostobisognerebbe chiedersi perche’ il progetto non sia statorealizzato prima e anche recentemente ha incontratoostacoli”. ”In questi giorni e’ in corso un convegno alBesta dove e’ emerso in modo chiaro che la Citta’ dellasalute e della ricerca non e’ un accorpamento di dueistituti, che rimarranno con una loro autonomia e identita’,e non e’ solo una razionalizzazione di costi, per lalavanderia o la mensa, ma e’ un’opportunita’ per potenziarela collaborazione, gia’ avviata, nella ricerca applicata allacura. E un progetto di respiro europeo, piu’ attuale chemai”, ha sottolineato al Giorno.

Riguardo al coinvolgimento di terreni inquinati, Chitto’ha detto: ”E’ proprio l’occasione per bonificarle erestituirle alla collettivita”’. Sull’eventualita’ che ilprogetto fallisca, il sindaco ha poi continuato: ”Ho parlatocon il governatore Maroni, che si e’ detto assolutamenteconvinto di andare avanti. Non abbasso la guardia, perche’l’Italia e’ un paese con una sindrome particolare: la pauradi fare fa si che non si faccia. Ma come ha detto ilpresidente del consiglio Renzi, non si puo’ darla vinta a chivuole farsi gli affari propri”. ”Serve – ha chiosato – una commissione di garanzia, perla valutazione delle offerte, nel rispetto della legalita’ econ la massima trasparenza. Quanto al bando, spetta allaRegione decidere se ripartire daccapo. Chiedo solo che siproceda velocemente, con procedure certe che dianocredibilita’ alle istituzioni: ce lo chiedono giustamente glioperatori privati, anche tempi e modi sono politica”.

red/rf

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