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Venerdì 9 maggio 2014 - 11:41

Energia: Free-Agrinsieme, Dl competitivita’ cambi o rischi green economy

(ASCA) – Roma, 9 mag 2014 – ”Chiediamo al Parlamento e alGoverno di rivedere radicalmente le misure restrittive sulsettore delle fonti di energia rinnovabili del ”decretocompetitivita” (n.66/2014)”. La richiesta arriva dalCoordinamento Free (che raggruppa oltre 30 associazioni delmondo delle rinnovabili e dell’efficenza energetica) eAgrinsieme (coordinamento delle sigle agricole).

”Il provvedimento – spiegano Free e Agrinsieme in unanota congiunta – oltre a riproporre per l’ennesima volta lainaccettabile prassi dei provvedimenti retroattivi,compromette l’attivita’ di produzione energetica connessa almondo agricolo e zootecnico, con ripercussioni economiche edoccupazionali inaccettabili. Le imprese agricole italiane sisono fidate di un contratto siglato con lo Stato e hannoinvestito in modo convinto sulla green economy. Piu’ di 1.200MW di biogas e biomasse installati nel solo settore agricolo,almeno 2.700 MW di impianti fotovoltaici installati inagricoltura. Un investimento di circa 6,8 mln ogni MWinstallato per gli impianti a biogas e biomasse (quasi 8miliardi complessivi); circa 13 miliardi nel settore delfotovoltaico agricolo. Nel solo settore del biogas – spieganoFree e Agrinsieme – gli addetti impiegati stabilmente sonopiu’ di 10 mila, senza contare l’indotto generato nel settoreindustriale e della meccanica agraria”.

La tassazione su base imponibile del 25% (cinque voltel’imposta precedente) gia’ a partire dal periodo d’imposta2014 e’ contestata da Free e Agrinsieme perche’ penalizzapregiudica la sopravvivenza delle iniziative in essere sulfotovoltaico, sulle biomasse e sul biogas mettendo a seriorischio l’intero comparto della green economy in Italia.

Inoltre il rischio e’ quello di vanificare le prospettivefuture di sviluppo di energia termica da biomasse e delbiometano da parte delle imprese agricole.

”Le misure inoltre non tengono conto dello stretto legametra produzione di energia e imprese agricole – prosegue lanota – che a fini energetici utilizzano sottoprodotti,residui e rifiuti, con benefici anche per l’ambiente.

Oltretutto si tratta di un provvedimento di pocosuccessivo a quello denominato ”Destinazione Italia’, che haeliminato i prezzi minimi garantiti sulla venditadell’energia e ha introdotto la rimodulazione al ribassodegli incentivi.

Questo assurdo nuovo ostacolo allo sviluppo dellerinnovabili in Italia – concludono Free e Agrinsieme – si stadecidendo proprio all’indomani degli ultimi dati allarmantisui cambiamenti climatici forniti dalla rete internazionaledi esperti del clima, l’Ipcc, e proprio mentre l’UnioneEuropea, dopo aver fissato precisi obiettivi per lerinnovabili da raggiungere entro il 2020, sta gia’programmando i nuovi obiettivi al 2030, convinta che questasia l’unica strada percorribile per contrastare i cambiamenticlimatici.

com/red

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