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Lunedì 5 maggio 2014 - 20:31

Assopetroli:in aprile peso fisco su benzina a 60,8% di prezzo al consumo

(ASCA) – Roma, 5 mag 2014 – Assopetroli Assoenergia, con lacollaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, prosegue ilmonitoraggio ”SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) erende noti i dati della rilevazione prezzi del differenzialesul costo dei carburanti al consumo tra Italia e restod’Europa (Europa a 28) L’anomali italiana e’ rappresentatada un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde)che, al netto delle addizionali regionali, e’ giunto nel mesedi aprile appena concluso al 60,84% del prezzo al consumo. Locomunica una nota di Assopetroli Assoenergia.

Il dato che colpisce, spiega la nota, e’ che del solodifferenziale oltre il 96% per la benzina e addirittura oltreil 97% per il gasolio sono tasse. Ad aprile il consumatoreitaliano ha pagato in media la benzina 25,9 Euro cent/litro eil gasolio 25,1 Euro cent/litro, in piu’ che nel restod’Europa Sulla base dei dati forniti dalla CommissioneEuropea e dal MISE, nel mese appena concluso, la mediaaritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UEpone in risalto che sulla Benzina, il prezzo italiano e’ piu’alto di 25,9 Eurocent/litro, di cui ben 24,9 Eurocent/litrosono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,01Eurocent/litro ad un maggiore prezzo industriale; sulGasolio, il prezzo italiano e’ piu’ alto di 25,1Eurocent/litro, di cui ben 24,4 Eurocent/litro sono dovutialle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 0,007Eurocent/litro ad un maggiore prezzo industriale. Ultimoaumento dal 1.3.2014 per 0,0024 Euro/litro disposto daldecreto-legge 69/2013 (DL-FARE) Nel mese di Aprile il DEF2014 ha stimato per l’anno corrente maggiori introiti daaccise, per effetto di precedenti disposizioni di legge, perulteriori 1.416 milioni di euro.A tali previsioni infine sidovranno aggiungere, per il 2014, ulteriori 650 milioni dieuro di aumenti delle accise, previsti dalla clausola disalvaguardia del DL 66/2014 (DL IRPEF), a meno che cio’ nonsia oggetto di un auspicato ripensamento nel corso dell’esameparlamentare, nell’interesse dei cittadini e deiconsumatori.Il rischio che la nuova clausola di salvaguardiapossa scattare e’ suffragato dall’attivazione il 30.11.2013di quella, del tutto simile, contenuta nel DL.102/2013 (Cd.

Decreto IMU) che ha portato ad un ulteriore aumento delleaccise per ben 688,9 milioni di euro gia’ disposto per glianni 2015-2016, in quanto il gettito all’erario dell’IVAderivante dai debiti della PA programmati, ma non pagati nel2013, si e’ rivelato insufficiente. (Monitoraggio MEF alladata del 28/11/13: pagati 17,8 miliardi sui 24 disponibili).

com/red

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