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Sabato 3 maggio 2014 - 12:18

Crisi: Coldiretti, in top list dei tagli vestiti (-16%) e cibo (-8%)

(ASCA) – Roma, 3 mag 2014 – Gli acquisti delle famiglie hannosubito un taglio che va dal 16 per cento per i vestiti ecalzature, al 12 per cento per mobili, elettrodomestici emanutenzioni fino all’8 per cento per gli alimentari,rispetto dall’inizio della crisi nel 2008. E’ quanto emergeda una analisi della Coldiretti su come la crisi ha cambiatole abitudini di acquisto degli italiani nel 2013 sulla basedei consumi finali delle famiglie a valori concatenatidell’Istat. In media la diminuzione e’ stata del 7 per cento e asubire tagli, seppur minori, sono stati anche – sottolineala Coldiretti – l’abitazione, l’acqua, l’elettricita’(-1,4%), la sanita’ (-1,5 %), l’istruzione e la cultura (-1,2per cento) che hanno sofferto nonostante la maggiorerigidita’ della domanda.

Gli italiani nei primi anni della crisi – precisa laColdiretti – hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beninon essenziali, dall’abbigliamento alle calzature, ma unavolta toccato il fondo hanno iniziato a tagliare anche sulcibo con un crollo record del 3,1 per cento della spesaalimentare nel 2013 rispetto all’anno precedente. Adifferenza di quanto e’ accaduto per tutti gli altri settori- sottolinea la Coldiretti – in cui gli acquisti sono statirimandati, per l’alimentare, che va in tavola tutti i giorni,questo non e’ possibile, almeno oltre un certo limite, ma sie’ verificato un sensibile spostamento verso i prodotti abasso costo per cercare comunque di risparmiare.

La crisi – sottolinea la Coldiretti – ha fatto retrocedereil valore della spesa alimentare per abitante, che era semprestato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino araggiungere l’importo massimo nel 2006 per poi crollare daallora progressivamente ed in misura crescente ogni anno. Unaleggera inversione di tendenza e’ attesa per il 2014 perche’sara’ proprio la spesa alimentare, che rappresenta la secondavoce dei budget familiari, a beneficiare maggiormente delbonus di 80 euro al mese per alcune categorie di lavoratoridipendenti che destinano una quota rilevante del proprioreddito all’acquisto del cibo.

red/cam (segue)

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