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Sabato 23 novembre 2013 - 14:23

Crisi: Confesercenti, in 2013 chiuse gia’ 60mila imprese. Moda crolla

(ASCA) – Roma, 23 nov – La crisi di commercio e turismocontinua: nei primi 10 mesi del 2013 si registrano oltre60mila chiusure, per un saldo negativo di poco superiore alle22mila unita’. Continua, in particolare, il tracollo dellamoda con circa 1000 chiusure al mese. Anche se vi sono alcunisegnali positivi, quali la ripartenza delle nuove aperture el’impennata delle imprese giovanili.

E’ quanto riferisce in una nota l’Osservatorio commercio eturismo di confesercenti. Ne emerge che, se tutti i settori vanno male, e’ la moda apreoccupare con 9.083 cessazioni di attivita’ registratedall’inizio dell’anno a ottobre, nell’abbigliamento, tessile,calzature e accessoriE: e’ un ritmo di quasi 1000 chiusure almese.

Parallelamente, nel settore un tempo tra i piu’ florididel commercio italiano, si sono registrate nel 2013 solo4.473 nuove aperture, per un saldo negativo di 5.330 unita’.

A soffrire sembrano essere soprattutto le regioni del sud.

C’e’, pero’, un segnale positivo: nel quinto bimestre del2013 ripartono le nuove aperture. Tra settembre e ottobre del2013, infatti, hanno avviato un attivita’ nei due settori7.627 imprese (4.560 nel commercio e 3.067 nell’alloggio enella somministrazione). Un dato che supera del 66% le 4.594nuove iscrizioni totali registrate tra luglio ed agosto, edil secondo risultato piu’ elevato dell’anno. Aumentano, pero’, anche le chiusure: nel V bimestre sonostate piu’ di 10.294, il 18% in piu’ rispetto al numero dicessazioni registrato nei due mesi precedenti.

”L’emorragia di imprese – commenta Confesercenti – non siferma, anche se si evidenzia qualche piccolo segnale disperanza. Commercio e turismo sono schiacciati dalla crisidei consumi interni, che e’ il segno distintivo di questarecessione italiana la quale – insieme a una deregulationdegli orari e dei giorni di apertura delle attivita’commerciali che non ha eguali in Europa, e che favorisce solole grandi strutture – sta continuando a distruggere il nostrocapitale imprenditoriale”.

Confcommercio sottolinea anche che ”la crisi sta portandoa un rapido rinnovamento generazionale: il 40% delle nuoveimprese di commercio e turismo e’ giovanile. Adesso – allertal’organizzazione di categoria – cerchiamo di tenerli sulmercato, in primo luogo evitando batoste fiscali, a livellonazionale o locale: gli imprenditori sono preoccupati perl’arrivo della Tares”.

com-stt/gbt

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