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Giovedì 21 novembre 2013 - 16:14

Spending review: Confesercenti, piu’ coraggio su tagli spesa

(ASCA) – Roma, 21 nov – ”La ricerca affannosa di risorse perla legge di stabilita’ si sta risolvendo ancora una volta nelpeggiore dei modi: l’ennesimo ricorso alla leva fiscale apartire dall’aumento delle accise. Del tutto nebuloso invecel’orizzonte della riduzione della spesa pubblica tanto che,se non ci saranno mutamenti di rotta, la spesa pubblica del2014 sara’ superiore di 3,6 miliardi di euro rispetto alleprevisioni del Def”. E’ quanto ha affermato il presidente diConfesercenti, Marco Venturi, intervenendo alla assemblearegionale Emilia-Romagna dell’associazione.

”La situazione si riequilibrerebbe negli anni successivima solo perche’ si considera un Pil che torna a crescerementre, come sappiamo, le previsioni del 2014 si stannosquagliando a vista d’occhio e fanno supporre che non dicrescita dovremo parlare ma solo di fase – pericolosa – distallo dell’economia dopo la recessione. Quello che vaevitato – ha detto Venturi – e’ di aggirare l’ostacolo. Laspesa pubblica va ridotta con coraggio e va ridottastrutturalmente. Non possiamo fermarci, come si sente ingiro, al blocco degli stipendi pubblici ed alle dismissionidi quote azionarie di grandi gruppi in mano allo Stato. Inentrambi i casi, soprattutto nel secondo, stiamo parlando dirisparmi una tantum. E quindi di buchi successivi nelbilancio pubblico da sanare”. ”Abbiamo dimostrato che si possono ricavare risparmi per50 miliardi. Risparmi permanenti ed in grado di generarealtri 20 miliardi da usare per la crescita. Ci aspettavamoquindi che il Commissario per la spending review individuassetagli anche piu’ sostanziosi ed invece, per ora, non pareaffatto cosi’ se si e’ ventilato in questi giorni untraguardo piu’ limitato, pari a 32 miliardi. Certo ilproposito di tagliare le tasse sul lavoro e’ condivisibile manon c’e’ piu’ tempo da perdere. Servono scelte drasticheanche perche’ la pressione fiscale quest’anno, fra fisconazionale e fisco locale potrebbe superare la insopportabilequota del 45%. Quello che occorre per far ripartire lacrescita e’ l’opposto: meno tasse e meno spesa pubblica. Unpercorso chiaro, strutturale, che riporti certezze e fiducianel tessuto economico del Paese. Una prospettiva che finorae’ decisamente lontana”.

did/

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