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Giovedì 21 novembre 2013 - 11:23

Lavoro: Fondi bilaterali di solidarieta’, integrativi o sostitutivi?

(ASCA) – Roma, 21 nov – Banco di prova per il Governo, sichiamano Fondi bilaterali di Solidarieta’ e sono volti adassicurare ai lavoratori una tutela in costanza del rapportodi lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attivita’lavorativa. Tassello fondamentale della riforma targata Elsa Fornero,rappresentano una categoria di ammortizzatori sociali cheestende l’insieme delle tutele per i dipendenti delle piccoleaziende che non usufruiscono della cassa integrazioneguadagni. Figlia della contrattazione interconfederale, labilateralita’ nasce con l’idea di integrare il ruolo pubblicodelle tutele universali di Welfare.

Con due decreti a firma dei ministri del Lavoro EnricoGiovannini e dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il Governo hasbloccato una parte delle risorse finanziarie per laconcessione in deroga dei trattamenti di cassa integrazione edi mobilita’. Regioni e parti sociali denuncianol’insufficienza dei fondi e, in alcuni casi, un’allarmantesituazione di blocco dei pagamenti. Il termine per la costituzione dei Fondi bilaterali,inizialmente previsto entro 6 mesi dall’entrata in vigoredella legge Fornero, e’ stato prorogato piu’ volte, fino al31 ottobre 2013. Nel suo ultimo Bollettino, l’Associazione per gli studiInternazionali e Comparati sul Diritto del lavoro e sulleRelazioni industriali fa il punto sulla situazione. Nonesiste una mappatura ufficiale degli accordi siglati traassociazioni datoriali e sigle sindacali: si registranoimportanti intese sul piano nazionale, come per esempio nelsettore dell’artigianato, delle assicurazioni e deitrasporti, ma il numero di accordi appare ”alquantolimitato”, lasciando scoperti numerosi settori attualmenteesclusi dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Se il termine per la costituzione dei Fondi vieneconsiderato perentorio, non potrebbero piu’ essere costituitialtri fondi e i settori esclusi dalla Cig ancora senza fondodovrebbero in via definitiva confluire nel costituendo Fondodi solidarieta’ residuale a decorrere dal 1* gennaio 2014.

Secondo l’Adapt, escludere la possibilita’ di creare nuovifondi solleva non pochi dubbi, finendo per irrigidire unsistema di tutele del reddito che, per funzionare, necessitadi adeguate flessibilita’ e del coinvolgimento attivo delleparti sociali. Del resto, il fondo residuale tutela soltanto i lavoratoridelle imprese con piu’ di 15 dipendenti, mentre le partisociali potrebbero assicurare, come nel casodell’artigianato, prestazioni di sostegno al reddito anche ailavoratori delle imprese fino a 15 dipendenti. Impedire lacostituzione di nuovi fondi contrasterebbe con lo spiritodella legge Fornero.

Secondo gli esperti della Filcams-Cgil, occorre dunquechiarire meglio il rapporto che si tendera’ a configurare trapubblico e privato, in particolare se e in che misural’apporto degli enti bilaterali sia da intendersi in otticaintegrativa, oppure sostitutiva. La stessa Legge distabilita’, in discussione in Parlamento, puo’ rappresentareun punto di svolta nel pianeta della bilateralita’,approntando un sistema di tutele di sostegno al reddito per isoggetti piu’ deboli del mondo del lavoro. red-drc/mau

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