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Giovedì 21 novembre 2013 - 15:33

Confcooperative: Gardini vuole il ricambio, ”1/3 dirigenti under 35”

(ASCA) – Torino, 21 nov – Confcooperative punta a un ricambiogenerazionale tra i prorpri quadri e dirigenti. Il presidentenazionale Maurizio Gardini, a Torino per l’assembleaprovinciale dell’associazione ha sottolineato l”impegno afar rappresentare per almeno un terzo degli eletti neiconsigli regionali e nazionali da ”giovani sotto i 35 anniche hanno gia’ esperienza da presidente o da consigliere nelmondo delle cooperative. E’ un altro piccolo tassello – hadetto – di un’organizzazione che guarda avanti”.

L’assemblea provinciale di Torino ha registrato il cambioal vertice dell’organizzazione territoriale. Dopo quindicianni Aldo Romagnolli lascia la presidenza torinese a GianniGallo, fino ad oggi numero due dell’organizzazione.

Nel suo intervento Gardini ha sottolineato il ruolo cheil mondo delle cooperative vuole giocare, attraverso lasussidiarieta’, nel cambiamento di un modello del paese chealtrimenti, sotto la pressione della crisi, e’ destinato acreare sempre piu’ tensioni ed esclusione sociale. ”Lacooperazione – ha detto Gardini – puo’ essere lo strumentoprivilegiato per il recupero di questo paese”. E ha fattol’esempio del welfare il cui modello non regge piu’ nonsoltanto per una ragione di conti, ”ma perche’ e’ cambiatal’esigenza su cui si e’ impostato quel modello. E anche se cifossero le risorse, sarebbe stato un grave erroreriproporlo.

Ma visto che le risorse non ci sono piu’ – ha proseguito – ilsistema va cambiato perche’ se continuiamo cosi’ con poche omolte risorse in meno tutti gli anni abbiamo sempre piu’esclusione di cittadini dal sistema di welfare. Invece noisiamo per un modello inclusivo, siamo per un modello chesappia essere coesione e non esasperazione di conflitti e ditensioni tra i nuovi e i vecchi cittadini di questo paese”.

Nel suo discorso d’addio Romagnolli ha sostenuto che nelfuturo le singole comunita’ saranno coinvolte piu’direttamente nel trovare anche le risorse e i mezzi perrispondere ai problemi di una nuova coesione sociale, dellacreazione di nuovi servizi per rispondere a nuovi bisogni,per creare nuovi rapporti di lavoro. ”In tutto questo – hadetto – la cooperazione e la cultura cooperativa possono farela differenza diventando vero soggetto propulsore e diinnovazione. Dobbiamo duunque lavorare perche’Confcooperative non sia solo un sindacato di imprese, ma unavera rappresentanza del sistema cooperativo”. eg/sam/

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